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27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2025: 80 anni dalla liberazione di Auschwitz

Salvaguardare la memoria del passato per combattere gli orrori del presente e il dilagare del nazifascismo odierno

Ho varcato i cancelli di Auschwitz-Birkenau per ben otto volte, nel corso della mia vita.  E per 11 volte sono stato a Dachau, 2 volte a Mauthausen, 2 volte a Sachsenhausen, 2 volte a Terezin, 2 volte a Fossoli, 1 volta rispettivamente a Treblinka, Msjdanek, alla Risiera di San Sabba. Ho visitato anche i ghetti di Cracovia (8 volte), Lublino, Varsavia.

Ho accompagnato, in queste visite, centinaia di studenti. Ho conosciuto e interloquito con i sopravvissuti alla Shoah: Schlomo Venezia, Terracina, Modiano, Camerino, le sorelle Bucci e altri ancora. Ho partecipato ad innumerevoli manifestazioni in ricordo della Shoah, e non solo il 27 gennaio.

Oggi ricorre l’80° anniversario di quel giorno fatidico, quando i soldati dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz, rivelando al mondo gli orrori compiuti dai nazifascisti. Oggi, più che mai, è necessario salvaguardare la memoria.

Oggi, che i fantasmi del nazifascismo dilagano nel mondo, perfino nei luoghi che dovrebbero essere i più lontani da quegli orrori. Oggi l’orrore dei massacri di bambini si rinnova a Gaza e in tanti altri teatri di guerra.

Oggi, che s’insedia al potere, negli USA, una classe dirigente che non ha vergogna a finanziare e ad allearsi con i peggiori movimenti che al nazifascismo si richiamano, palesemente o nascostamente, e che inizia il suo mandato con le deportazioni dei migranti.

Oggi che la memoria della Shoah sembra essersi volatilizzata persino presso certe comunità ebraiche (come quella romana) che sostengono partiti parafascisti o che, addirittura, esprimono rappresentanti in Parlamento che fanno parte di quei partiti.

Oggi è necessario, più che mai, salvaguardare e trasmettere quella memoria.

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