6 Punti in meno sulla Patente ai Ciclisti che passano con semaforo rosso

Santoni(Roma Ciclabile): "Italia priva di cultura sulla mobilità sostenibile"
Enzo Luciani - 17 Agosto 2009

E’ di Bergamo la prima vittima delle nuove norme sulla sicurezza che hanno condotto anche ad inasprire le sanzioni per chi viola il Codice della Strada. Nessuna tolleranza neanche per i ciclisti. L’uomo in questione, un imprenditore di 43 anni, il 10 agosto ha ricevuto una multa di centocinquanta euro e sei punti in meno sulla patente, per non aver rispettato il rosso di un semaforo mentre attraversava in bibicletta via Baioni. Il ciclista si è imbattuto in una pattuglia della polizia stradale che ha applicato, alla lettera, la nuova normativa.

L’ episodio è stato, immediatamente, oggetto di polemiche: "Vorremmo sapere una cosa semplicissima – dichiara ironicamente il Portavoce del Coordinamento Roma Ciclabile, Maurizio Santoni. Il ciclista non deve avere la Patente (e moltissimi non ce l’hanno), allora cosa togliamo 6 Punti della GS o facciamo un taglio per mettere 6 punti al Pronto Soccorso? Vogliamo essere Seri? Premiamo chi usa la Bicicletta! L’inquinamento secondo l’O.M.S. è causa di morti, asma nei bambini e non solo, dovuto essenzialmente alle automobili; considerando che è molto improbabile che chi usa la bicicletta, possa uccidere qualcuno. Vogliamo essere Seri? Applichiamo le leggi esistenti prevedono che il 10% delle multe, vadano agli utenti Deboli: Diversamente Abili, Pedoni e Ciclisti
Applichiamo e finanziamo leggi esistenti prevedono che in una nuova strada o manutenzione straordinaria di vecchia, sia prevista la ciclabile. Il Ciclista è un cittadino che non ha bisogno dei Semafori, infatti non esistevano, quando esisteva la bicicletta. Vi invitiamo a visitare il sito web www.roma-ciclabile.org per conoscere i vantaggi che ci sono ad usare la bicicletta, evidenziati dalla Commissione Europea sull’Ambiente. Denunciamo una mancanza di Cultura sulla mobilità sostenibile nel nostro paese, in Tutte le forze Politiche Italiane; arriviamo come al solito per ultimi".
 


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