

Battuto Califano in un equilibrato incontro, tutto romano, al palazzetto Lagrange
La serata pugilistica di venerdì sera, 22 febbraio, per il titolo della Coppa Italia Professionisti, categoria leggeri, al palazzetto Lagrange di via Vertumno a Roma, è stata cornice di una grande battaglia combattuta dai due pugili, entrambi capitolini, Simone Califano e Pasquale di Silvio.
L’evento, trasmesso in diretta dall’emittente romana Cinquestelle, che ha curato la messa in onda sul circuito televisivo di tutti gli incontri della Coppa, è stato caratterizzato da grande agonismo e coraggio, che hanno infiammato gli animi di tutti gli spettatori, tra i quali molti amici o conoscenti dei protagonisti sul ring.
Ma andiamo con ordine: la serata è stata aperta da quattro incontri non professionistici.
Nella categoria dei dilettanti junior il primo incontro è terminato con la vittoria per ferita alla seconda ripresa del peso piuma Mazzetti, palestra Roma Tricolore, su Carbè, della palestra Boxe Champion di Acilia.
Nel secondo incontro, categoria leggeri, vittoria ai punti di Campisano (Roma Tricolore), su Pavese, della palestra Fiermonte, dopo tre riprese.
Nel terzo e quarto incontro, tra i dilettanti seniores, vincono ai punti Albani della San Basilio Boxe su Ranaldi (Fiermonte) nei superwelter, e, nei pesi medi, Pesce (Boxe Champion) su Loreti, della palestra Boxe Roma.
Dopo questi match introduttivi ha avuto inizio il primo incontro professionistico della serata, la semifinale della Coppa Italia Professionisti, categoria pesi medi, tra il napoletano Carlo De Novellis (4-0), della squadra Conti Cavini, e il calabrese Stefano Loriga (4-1) del team Unicorner.
Sulla carta l’incontro si prometteva interessante, per la contrapposizione di un pugile caparbio come il partenopeo ad un mancino come Loriga, ed il match non ha deluso le aspettative.
Per sei riprese infatti, i due pugili si sono dati battaglia generosamente, ma alla fine la maggiore solidità e potenza del napoletano si sono imposte sul suo avversario, che non dava l’impressione di possedere un pugno tale da impensierire la resistenza di De Novellis.
Le prime tre riprese sono state emblematiche per comprendere le caratteristiche dei due pugili: da un lato Loriga ha attaccato in maniera continua, con colpi diretti, approfittando del suo maggiore allungo, ma senza riuscire a fermare l’avanzata, a volte un po’ scomposta, ma sempre efficace di De Novellis, che ha privilegiato colpi a traiettoria larga, in grado di scuotere vistosamente il suo avversario (in particolare un gancio destro al termine della terza ripresa).
Il quarto round è stato quello decisivo per l’andamento dell’incontro: entrambi i pugili avevano già speso moltissimo, ma le riserve di energia di De Novellis si sono dimostrate superiori, e con un guizzo, una pesante serie a due mani ha spinto in un angolo Loriga, contato dall’arbitro, il signor Breiga. Una ripresa molto intensa, che si è conclusa con altri duri scambi, e ha visto tornare i pugili ai propri angoli decisamente provati, tra l’acclamazione del pubblico.
Nelle ultime due riprese la superiorità del pugile di Napoli si è affermata in modo più limpido, e alla fine il verdetto di vittoria è stato accolto senza troppi lamenti nell’angolo di Loriga, mentre si scatenava l’entusiasmo del vincitore e della piccola ma chiassosa schiera di supporters del pugile.
Dopo un breve intervallo, sono stati presentati al pubblico alcuni pugili ospiti della serata, tra i quali l’ex campione olimpico e del mondo Maurizio Stecca, responsabile del commento tecnico per conto dell’emittente Cinquestelle, e Daniele Petrucci, in attesa dell’incontro di rivincita in programma l’8 marzo a Roma contro Antonio Lauri, dopo l’interruzione per ferita della loro precedente sfida lo scorso 24 novembre. La qualità del precedente incontro aveva scaldato gli animi del pubblico, che ha sostenuto a gran voce per tutto il match i protagonisti di questa finale di Coppa Italia Professionisti per i pesi leggeri.
Per entrambi i pugili dal record immacolato, si trattava forse dell’incontro più difficile tra quelli sostenuti nell’arco della carriera.
Simone “Chico” Califano (9-1, 4 ko), saliva sul ring con un maggiore numero di incontri sostenuti, ma Pasquale “Er Puma” Di Silvio (6-0, 2 ko) aveva già mostrato negli incontri precedenti le sue qualità, in particolare la velocità di gambe e una buona intelligenza tattica e di gestione del match, che ha confermato anche in questo incontro.
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Al primo suono della campana, come sua abitudine Califano si è lanciato incontro all’avversario, ma ben presto si è reso conto di trovarsi di fronte un avversario attento e veloce, che spesso riusciva a mandare fuori misura il pugile del Tufello,e a rientrare con rapidi colpi al corpo ed al volto, chiudendo poi abilmente in clinch il rivale, per impedirgli di esprimersi nel combattimento a corta distanza, nel quale Califano ha mostrato più volte nei precedenti incontri la sua bravura e potenza.
Anche nella seconda ripresa Di Silvio ha impedito all’avversario di mettere ordine nella sua azione, continuando a spezzarne il ritmo. Forse per questo il giovane pugile del Tufello è apparso nervoso, con più difficoltà a trovare la misura e qualche contatto involontario tra le teste dei due pugili, ha contribuito ad innervosire questa ripresa, nella quale l’arbitro ha avuto parecchio lavoro.
Probabilmente la terza e la quarta sono stati i round più equilibrati, e di conseguenza i più difficili da assegnare: Califano con grande determinazione non ha ceduto quasi mai l’iniziativa a Di Silvio, piazzando a volte duri colpi al bersaglio grosso e potenti ganci sinistri, ma non è mai mancata la reazione del rivale, a segno con uno-due o rapide serie, forse meno potenti dei colpi di Califano, ma più fluide.
Nelle ultime due riprese bisogna cercare la chiave per il risultato del match.
Di Silvio ha continuato ad attuare la sua strategia di contenimento dell’azione avversaria intervallata da rapide reazioni di rientro, mentre Califano ha continuato a colpire con grande determinazione (in particolare ricordo un bellissimo sinistro d’incontro all’inizio della quinta) ma la sua azione si è fatta lentamente più scomposta e nervosa, sia per il declinare delle energie, sia per la frustrazione contro un avversario sempre mobile sulle gambe e sul tronco come Di Silvio.
Bellissima la seconda metà dell’ultima ripresa: i pugili hanno dato fondo a tutte le loro energie residue per cercare di assicurarsi la vittoria con scambi durissimi, tra l’incitamento del pubblico, infiammato dall’agonismo dei due atleti.
Alla fine i giudici hanno assegnato la vittoria a Pasquale Di Silvio. Vittoria risicata, ma nonostante l’ovvio scontento di Simone Califano e del suo manager Davide Buccioni, sostanzialmente giusta, che premia la maggiore freddezza del più tattico Di Silvio.
Se le prossime edizioni della Coppa Italia Professionisti potranno vantare ancora incontri di questo livello, il successo di questa manifestazione è assicurato.
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