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A proposito di quella pista ciclabile sulla Prenestina vecchia

Una puntualizzazione del consigliere Pdl del VII municipio Alfonso Rossetti
Riceviamo e pubblichiamo - 17 Settembre 2009

Alfonso Rossetti

Egregio Direttore, perdonerà la vanità, ma sulla pista ciclabile – questione sollevata con la perizia che gli è conseuta dall’amico Alessandro Moriconi sulle pagine del suo giornale – mi pregio essere stato il primo, ed al momento l’unico, consigliere del Municipio che ha tentato di arginare (bloccare sarebbe stato pretendere troppo!) l’ennesimo scempio urbanistico-architettonico che si stava realizzando nei nostri territori.
Una volta è la ristrutturazione di piazza Teofrasto, una volta è la ristrutturazione (sic!) di piazza del Quarticciolo , stavolta è toccato alla ‘pista ciclabile’.
Iniziamo col dire che sin dalle prime picchettature in via Lusina ho chiesto chiarimenti al Municipio ed in un estenuante rimpallo di responsabilità nessuno -pur condividendo (a parole!) le mie osservazioni – sembrava poter far (o aver voglia di fare?) nulla.
Non c’è stato consiglio dalla scorsa primavera ad oggi in cui io non abbia riproposto il ‘caso’. Fino a diventare una sorta di ‘barzelletta’ del consiglio stesso.
Ma rifacciamo la storia, brevemente.
La pista ciclabile fu approvata ormai quasi dieci anni fa col voto dell’allora maggioranza – che poi è quella, ahimè, attuale! – nonostante il voto contrario della opposizione. L’opera, giova ricordare per completezza di informazione, è stata finanziata con i soldi della Comunità Europea.
"Poco male" potrebbe osservare il lettore disattento o che non conosce il quadrante di territorio interessato dalla geniale ‘opera’.
E invece non è così. L’opera – perdonate l’eufemismo, ma di opera trattasi – non solo non serve assolutamente a nulla, è la classica cattedrale nel deserto, ma si sta rivelando addirittura deleteria. Come dire dopo il danno la beffa.
Andiamo con ordine.
Via Lusina è stata letteralmente stravolta nella sua ‘idea urbanistica’. Disponeva, nella sue quiete, di numerosi parcheggi ad uso degli abitanti delle vie limitrofe ed ora, con la pista che già manifesta i primi segni di abbandono, la quantità si è drasticamente ridotta.
Via dei Larici non dispone più di marciapiedi! Essendo stati, questi, trasformati in pista ciclabile.

Ma il massimo della bizzarria si raggiunge in via Pirotta e via Prenestina Vecchia. La prima, che ospita una scuola e l’ampia carreggiata garantiva una certa facilità nel parcheggio specie pomerdiano, è stata ristretta da dei parapedonali a strada piuttosto angusta.
Non oso immaginare, quando con l’inizio della prossima annata scolastica si alterneranno pullman e pullmini che prendono e lasciano gli scolari in partenza o di ritorno dalle varie gite e visite guidate, quale caos si registrerà in quella via!

Ed infine Via Prenestina Vecchia che per un tratto è stata ridotta a senso unico dimezzando, di fatto, i posteggi -per altro già assai scarsi – a disposizione dell’utenza dei confinanti uffici del Municipio.
Nel tratto centrale della stessa via, chissà quale contorta mente, ha stabilito che su un lato – proprio in corrispomdenza della frequentassima piscina del Borgo Don Bosco – si possa parcheggiare su un solo lato.
Le rastrelliere che dovrebbero custodire le biciclette momentaneamente parcheggiate, desolatamente vuote.
Anche perché, e qui entriamo nel vivo, la cosidetta pista ciclabile non è, appunto, una pista ciclabile, ma un circuito, una sorta di anello. Infatti non va e non porta da nessuna parte.
E’ un corpo morto, del tutto slegato dall’ambiente circostante che la cittadinanza ha già sonoramente bocciato.
Ed in primis l’hanno bocciata gli appassionati di bicicletta -posso fornire ampia prova di ciò che sostengo!- che si sono sentiti offesi nell’intelligenza da un’opera tanto astrusa, inutile e fuori contesto.

Non mi sono occupato affatto della questione sicurezza che a mio modo di vedere è ora ad alto rischio, perchè il tema mi riprometto di sottoporlo all’attenzione della Commissione LL.PP. messa in calendario per lunedì 14 alle 9.30 dal Presidente della Commissione stessa, Consigliere Fabrizio Flamini.

Per giusta informazione – e amore di verità – debbo altresì aggiungere che il solo, pur nei limiti delle sue ridotte possibilità di manovra, che ha prestato attenzione alle mie lamentele -tutte, immodestamente, supportate da osservazioni ‘tecniche’ – ed è intervenuto su via Lusina evitando l’ulteriore mutilazione della via scongiurando i parcheggi a spina, è stato l’ing. Contino.
Per il resto stendo un velo pietoso. Mi sembrava corretto integrare il tutto con questa precisazione.

Alfonso Rossetti vice presidente del consiglio del Municipio VII


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