Addio alla vecchia Fiera di Roma: le ruspe cancellano il passato, nasce la “Città della Gioia”

Gualtieri in sopralluogo: abbattuti 38 padiglioni. Al loro posto un quartiere pedonale con il 50% di suolo permeabile e un polo universitario. Cantieri al via nel 2027

Del colosso che per decenni ha ospitato i grandi eventi della Capitale non rimane che un immenso spazio vuoto.

Le ruspe hanno completato l’abbattimento delle strutture fuori terra dell’Ex Fiera di Roma sulla via Cristoforo Colombo, e ora stanno lavorando nel sottosuolo per rimuovere fondazioni e interrati.

Al suo posto sorgerà la “Città della Gioia”, un progetto che punta a ribaltare completamente il concetto di area urbana: meno asfalto, più parco e un’attenzione maniacale all’ambiente.

I numeri della demolizione: un gigante abbattuto

Il sopralluogo del sindaco Roberto Gualtieri ha certificato la velocità dell’intervento:

  • 75.000 metri quadrati totali rimossi.

  • 38 padiglioni e 45 edifici cancellati dallo skyline.

  • Fase 2: Partiti i lavori sulle fondazioni, con una durata stimata di circa 4 mesi.

Il cronoprogramma verso il 2027

L’iter burocratico corre parallelamente ai bulldozer. Tra fine aprile e inizio maggio 2026 si aprirà la conferenza dei servizi decisoria, con l’obiettivo di blindare il piano attuativo entro l’estate.

Se la tabella di marcia verrà rispettata, i cantieri per la costruzione del nuovo quartiere partiranno nel 2027. I lavori dureranno circa tre anni e mezzo, riconsegnando l’area alla città entro la fine del decennio.

Verde, Pedonalità ed Economia Circolare

Il progetto, firmato da un pool guidato da ACPV Architects, trasformerà quello che oggi è un deserto di cemento in un’oasi urbana:

Parco Urbano: 6 ettari di verde sui 7,5 totali.

Suolo Permeabile: Il 50% dell’area, attualmente asfaltata, diventerà terreno drenante.

Zero Auto: Il quartiere sarà interamente pedonale, con due nuove piazze su viale di Tor Marancia e via dei Georgofili.

Edilizia: Solo 1,2 ettari per le abitazioni, con una forte quota destinata all’housing sociale.

Particolare attenzione è stata rivolta alla sostenibilità: i materiali derivanti dalle demolizioni vengono processati in un impianto dedicato direttamente sull’area per essere riutilizzati, seguendo i principi dell’economia circolare.

Un nuovo polo della conoscenza

Non solo case e parchi. La nuova area ospiterà un centro dedicato alla formazione in collaborazione con l’Università Roma Tre, trasformando l’ex spazio espositivo in un hub culturale e accademico.

«Restituiamo alla città un’area abbandonata da vent’anni», ha commentato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, definendo l’intervento un modello di rigenerazione sostenibile per tutta la Capitale.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento