

L'investimento ammonta a 1,3 milioni di euro e sarà completamente sostenuto dalla Fondazione Roma
Le lamiere cigolanti che per vent’anni hanno soffocato la vista del Tevere stanno finalmente sparendo. Una dopo l’altra, le prime baracche sono state abbattute: erano rimaste lì dai tempi dello spostamento del vecchio mercato di via Ettore Rolli, trasformandosi col tempo in un muro di degrado, rifiuti e buio. Una cicatrice che il quartiere si portava addosso da troppo.
Ora, invece, lungotevere degli Artigiani — quel tratto sospeso tra Porta Portese e Testaccio — si prepara a cambiare volto.
E non con piccoli ritocchi: qui sta arrivando una vera rinascita urbana, grazie a un investimento da 1,3 milioni di euro completamente sostenuto dalla Fondazione Roma.
Sarà una lunga passeggiata che scivola fino all’ex Mattatoio, con una nuova ciclabile, alberi, arredi urbani e qualche parcheggio in più. Tutto a costo zero per le casse comunali.
Un’occasione “miracolosa”, come la definisce il presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti: «Un’opera a costo zero per il Comune e per i romani, possibile grazie al partenariato previsto dal nuovo codice degli appalti».
A raccontare il progetto ai residenti, riuniti nella pizzeria “L’Elementare”, c’erano anche l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, il delegato comunale all’ex Mattatoio Umberto Marroni, Valentina Osti di Fondazione Roma e il responsabile dei lavori, Kristian Sesto.
La trasformazione ha un nome: “Un nuovo ingresso per il Mattatoio”, firmato dalla società Destudio. L’idea è quella di ridisegnare completamente il fronte del quartiere sul fiume. La passeggiata avrà un asfalto chiaro e drenante, nuove alberature e dieci panchine.
Nel mezzo, come un filo che ricuce gli spazi, correrà una ciclabile di 550 metri: partirà dal lungotevere, attraverserà ponte Testaccio e arriverà dritta in piazza Orazio Giustiniani, davanti all’ex Mattatoio, oggi polo museale e universitario in piena trasformazione.
La pista sarà “soft”, integrata nel paesaggio con materiali dai colori neutri, ma ben riconoscibile grazie a due fasce laterali — una bianca e una rosso rubino — e a 660 dettagli catarifrangenti pensati per garantire sicurezza soprattutto nei pressi degli attraversamenti.
Le luci, invece, non saranno su pali: verranno incassate direttamente nella pavimentazione, una soluzione che libera lo spazio e mette al riparo gli impianti da atti vandalici.
E non mancano i dettagli simbolici. Sugli attraversamenti pedonali, una lastra metallica riporterà il logo di Fondazione Roma, il soggetto che ha reso possibile l’intervento.
«Il loro contributo ci permette di riqualificare un pezzo di città che va da Testaccio alla stazione Trastevere, uno dei principali fronti di rigenerazione urbana della Capitale», spiega Patanè.
Proprio in quell’area si attende a breve, non appena arriverà il via libera dell’avvocatura, il nuovo bando per le assegnazioni dei banchi del mercato di Porta Portese.
E non è finita: con lo stesso meccanismo delle sponsorizzazioni, Enac finanzierà un’altra ciclabile, questa volta destinata a riconnettere la dorsale del Tevere all’aeroporto dell’Urbe. Un tassello in più nella rete di mobilità che, lentamente, sta ricucendo Roma con il suo fiume.
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