Adonis, ecco il mio nome, anteprima dello spettacolo-concerto al teatro India

Protagoniste le poesie di 'Ali Ahamad Sa'id Esber a cui presta la voce l'attore Cosimo Cinieri

Nel suggestivo e affascinante scenario del Teatro India in via Luigi Pierantoni, nei pressi del Lungotevere Gassman, in un’atmosfera che ha il sapore dell’antico è andata in scena l’11 aprile 2017 l’anteprima dello spettacolo-concerto “Adonis, ecco il mio nome.”

Protagoniste le poesie di ‘Ali Ahamad Sa’id Esber a cui  presta la voce l’attore di TV e teatro Cosimo Cinieri.

La recita delle poesie dell’apprezzato e stimato poeta siriano che ha scelto lo pseudonimo Adonis, è stata strutturata in 6 macrotemi intervallati dai frammezzi musicali originali di Roberto Bellatalla e Fabio Caricchia.

L’interpretazione di Cinieri ripercorre 6 motivi molto cari al poeta ognuno simboleggiato da un luogo: Damasco, Andalusia, New York, Beirut, Parigi e Napoli; Cinieri spazia da poesie che si ispirano apertamente ai Poeti maledetti francesi, in cui s’indaga il rapporto con l’Altro, inteso contemporaneamente come individuo con cui confrontarsi e come entità superiore. Ma è anche l’Occidente, il diverso verso cui il poeta tende mettendo in discussione la rigidità della cutura araba.

La voce possente e appasionata di Cinieri ci cattura nella lettura dei componenti che ci parlano anche dell’esilio, inteso come momento inziatico verso una dimensione spirituale di crescita e di apertura verso il nuovo e il diverso. Infine i suoi versi auspicano che il potente strumento della poesia, capace di elevare l’umanità dalla sua rozzezza,  possa essere un ponte tra l’Oriente e l’Occidente, fondendosi e prendendo l’una il meglio dell’altra.

A rappresentare questa idea di umanità in cui ci si mescola, ognuno con le sue caratteristiche, ognuno apportando il proprio originale contributo, viene scelta Napoli, a cui i musicisti in scena rendono omaggio con una pizzica finale che coinvolge il pubblico in sala che si alza e partecipa all’esecuzione.

Spettacolo di spessore, che ricorre alla poesia come potente mezzo di comunicazione tra culture distanti, reso dinamico dall’accompagnamento musicale e dalla voce calda di Cosimo Cinieri.

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