

Il sindaco alza il tiro: "Chiediamo con determinazione di mettere ordine nel settore extra alberghiero"
Sul palco dell’Auditorium Parco della Musica, davanti a operatori del settore e istituzioni riuniti per gli Stati Generali del Turismo, il sindaco Roberto Gualtieri non si limita a intervenire: alza il tiro. «Chiediamo con determinazione di mettere ordine nel settore extra alberghiero», dichiara senza giri di parole.
Un messaggio forte, diretto, che arriva in una città ormai travolta dall’esplosione degli affitti brevi e dall’impatto che questi hanno su residenti e quartieri.
Lo scenario politico intorno alla sua affermazione è incandescente. Pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha confermato la linea del Tar del Lazio: per gli ospiti di b&b e case vacanze il riconoscimento a distanza è pienamente valido.
Un altro stop per il Viminale, deciso a ripristinare l’identificazione di persona, e un nuovo punto segnato dagli operatori dell’extra alberghiero.
Ma per il primo cittadino la questione va oltre i ricorsi e le circolari: riguarda la capacità di Roma di restare una città viva.
«La riforma di Roma Capitale ci darà gli strumenti per legare lo sviluppo del turismo alla qualità dei servizi», sottolinea Gualtieri, convinto che maggiore autonomia amministrativa sia l’unico modo per governare l’overtourism. E a guardare i numeri, l’emergenza è già qui.
Nei 22 rioni storici — da Prati a Monti — la popolazione si è più che dimezzata in settant’anni: dai 425mila abitanti del 1951 agli appena 115mila del 2021.
Nell’area più iconica, quella che si estende da piazza del Popolo al Colosseo, il dato è ancora più impressionante: tra il 2014 e il 2019 i residenti sono diminuiti del 35,8%.
«Non vogliamo un centro trasformato in un guscio vuoto. Serve un centro abitato», insiste il sindaco, quasi a difendere l’idea di una città che non vuole arrendersi alla logica del turismo mordi e fuggi.
Ricostruire una comunità dove si è svuotata non sarà semplice, ma per Gualtieri è una missione necessaria per non vedere Roma ridursi a un enorme resort.
La sua strategia punta a un cambio di passo culturale ed economico: «Vogliamo un turismo che sia una vera industria, con lavoro regolare, stipendi giusti e un’offerta capace di far vivere ai visitatori la Roma autentica», spiega.
L’obiettivo è spalmare i flussi, far scoprire ai turisti anche la Roma meno scontata: quella dei parchi, delle ville storiche, dei percorsi culturali, musicali e dei quartieri fuori dai circuiti affollati.
Il turismo, ricorda, resta uno dei motori più potenti della Capitale — «un settore che alimenta una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile» — ma la linea è tracciata: più qualità, più regole, più equilibrio.
E nel finale Gualtieri tratteggia la città che immagina: «Vogliamo una Roma verde, orgogliosa della sua storia ma capace di essere una metropoli contemporanea. Una capitale globale, punto di riferimento per un turismo sostenibile e per un nuovo modello di accoglienza».
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