Al Colosseo i “Trionfi romani”

Visitabile fino a settembre l’esposizione a cura di Eugenio La Rocca e Stefano Tortorella

Oltre cento pezzi tra statue, fregi, sarcofagi, affreschi e pregiati rilievi in marmo ricostruiscono, nella mostra visitabile al Colosseo fino al 14 settembre, quelli che sono stati i “Trionfi romani”, le tipiche processioni che nell’arco di tre giorni vedevano sfilare vinti e vincitori, carri e soldati a piedi, animali da sacrificare e bottini di guerra da esporre: un tuffo nell’antica Roma, imperiale e forte di cerimonie fastose perché rituali fortemente radicati nel tessuto sociale del tempo.

La processione passava lungo l’arco di Costantino, quello di Tito, poi tra il tempio di Vespasiano fino alle pendici del Campidoglio. Giunto sul carro, il generale trionfatore con indosso la tipica veste di porpora e oro dipinta e ricamata a mano con una corona d’alloro in testa prosegue a piedi la salita del Campidoglio, accompagnato da una folla osannante con in mano ramoscelli d’alloro, pianta simbolo della purificazione.

Ad accentuare la pomposità dell’evento, l’accompagnamento musicale che vedeva in primo piano suonatori di trombe ricurve, di lira e di doppio flauto.

Il ricco bottino esposto in processione veniva dopo poco rinvestito dallo stesso trionfatore per erigere grandi opere autocelebrative lungo il percorso trionfale.

Insomma: un universo fatto di simboli, cerimoniali che vengono riproposte nell’esposizione, ricreando un esauriente spaccato di quello che è stata “una delle manifestazioni più importanti della Roma antica. Il trionfo – ha spiegato Eugenio La Rocca, soprintendente ai Beni Culturali del comune di Roma e curatore della mostra con Stefano Tortorella, assieme a cui è docente di Archeologia, alla Sapienza di Roma – è un’espressione tipica della società romana, uno degli elementi essenziali della vita quotidiana, senza di esso non si avrebbe un quadro preciso della mentalità romana”.

La mostra è anche il punto di partenza di un progetto di più ampio respiro che intende contestualizzare in chiave socio-antropologica il concetto di trionfo che ha origine nella cultura romana antica ma che poi viene adottato in società successive, fino ai giorni nostri: “Il trionfo ha avuto un enorme successo come idea o ideologia nella cultura occidentale trasformandosi nei secoli. Dal trionfo romano – ha aggiunto La Rocca – sono state adottati diversi temi, soggetti e iconografie, pur trasformato secondo logiche differenti. Dai Bizantini all’epoca rinascimentale, dove ha assunto un’accezione fortemente simbolica rappresentando il trionfo dell’amore, della morte, della lussuria; fino a diventare oggetto di strumentalizzazioni politiche nella cultura del nazismo, del fascismo di Mussolini fino alle odierne manifestazioni militari che non sono altro che l’ennesima ripresentazione di quel lontano soggetto”.

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