

Fino al 15 agosto il museo delle arti e dell’architettura celebra il grande artista piemontese
Il Maxxi museo nazionale delle arti dei XXI secolo presenta, dal 4 marzo al 15 agosto 2011, le mostre “Michelangelo Pistoletto: da Uno a Molti, 1956-1974” e “Cittadellarte”, due retrospettive sull’artista piemontese da oltre cinquanta anni assoluto protagonista del panorama dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Curate da Carlos Basualdo del Philadelphia Museum of Art, le mostre sorprendono, in un periodo di crisi e di tagli alla cultura come l’attuale, per la ricchezza e la capacità di raccontare al meglio il fecondo universo creativo di Pistoletto.
“Michelangelo Pistoletto: da Uno a Molti, 1956-1974” presenta più di cento lavori provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed americane. L’esposizione ripercorre gli esordi della carriera di Pistoletto, ne spiega le evoluzioni e testimonia l’impegno profuso dall’artista nel raccontare le trasformazioni sociali che hanno attraversato l’Italia di quegli anni. Divisa in tre sezioni principali, la mostra si apre con i Quadri specchianti ed i Plexiglass, esposti gli uni accanto agli altri nel rispetto del raggruppamento concettuale pensato dall’artista in origine. La sezione permette di comprendere il talento di Pistoletto ed evidenzia come la volontà di creare opere in grado di rendere protagonista lo spettatore fosse presente nell’artista già all’inizio della carriera. “Il Quadro specchiante”, ha spiegato Pistoletto durante la conferenza stampa di presentazione delle mostre svoltasi il 3 marzo, “è il mio filo conduttore perché è attraverso la trasformazione del mio autoritratto personale nell’autoritratto del mondo che ho trovato la mia cifra, ho trovato la possibilità di comunicare a largo raggio attraverso un’opera nella quale tutte le persone possono entrare. Non è un’opera unica assoluta; sono momenti di storia vissuta, di volta in volta fissata in momenti che poi diventano memoria e si ripresentano”. Una sorta di opera perenne, eterna, perché “nei Quadri specchianti già sono contenute le persone che ancora non sono nate. Lo specchio, infatti, è l’universo del possibile e in esso si rifletteranno le persone che nasceranno in futuro”.
Il secondo gruppo di opere presenta, in un unico ambiente, gli Oggetti in meno, gli Stracci e le opere della serie Luci e riflessi; gli Stacci, semplici oggetti precedentemente usati dall’artista per lucidare i Quadri specchianti, diventano parte integrante della creazione artistica, come nel caso della celebre Venere degli Stracci, forse l’opera più rappresentativa di Pistoletto.
Una sezione a parte, infine, ospita oggetti di scena, documentazioni fotografiche e video delle azioni e delle performance del gruppo teatrale Lo Zoo.
L’esposizione “Cittadellarte”, invece, costituisce un approfondimento sull’omonimo laboratorio interdisciplinare per l’arte e la creazione culturale che Pistoletto ha fondato nel 1998 in un’ex manifattura laniera di Biella. Uno spazio pensato e voluto dall’artista per dare concreta attuazione alle pratiche artistiche sperimentali di partecipazione collaborativa da lui avviate negli anni Sessanta e finalizzate a porre l’arte in diretta interazione con la società con il coinvolgimento e la partecipazione attiva del pubblico.
“L’arte”, ribadisce Michelangelo Pistoletto, “deve interagire con la società. In questo momento delicatissimo viviamo un mondo artificiale che è nato quando l’uomo ha iniziato a staccarsi dalla natura. Oggi siamo arrivati ad un punto in cui questo mondo artificiale confligge con la natura. La parola artificio contiene la parola arte; vuol dire che tutto ciò che è stato fatto è stato fatto ad arte. Quindi l’arte è stata responsabile fin dall’inizio di questo mondo artificiale ed ora deve riprendere la propria centralità nella trasformazione necessaria di questo mondo. Una trasformazione che tutti chiedono verso un futuro ottimistico: bisogna essere ottimisti coinvolgendo tutti in questa trasformazione”.
Nelle foto: 1) La venere degli Stacci. 2) Michelangelo Pistoletto spiega al Sottosegretario alla Cultura Francesco Maria Giro la sua Cittadellarte.
3) Gli "Oggetti in meno". 4) Pistoletto e Giro riflessi in uno dei "Quadri specchianti".
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo – via Guido Reni, 4a
Orari:
martedì-mercoledì-venerdì-domenica 11.00-19.00
giovedì e sabato 11.00-22.00.
Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima
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