Al Tacito classi più numerose ma metà degli studenti lasciati a casa?

Nonostante la richiesta contraria dei genitori il Liceo Ginnasio Statale creerà "classi pollaio nonostante tutto il mondo raccomandi di evitarle"
Patrizia Artemisio - 31 Agosto 2020

Non è una discoteca a ferragosto: la scelta di entrare è tua, il distanziamento sociale una regola che, alcolici alla mano, complice la notte, sei tu a decidere di ignorare per goderti la serata.
Non è neanche un bar dove, già ad una prima occhiata, se vedi che le poche regole igieniche anti covid non sono rispettate, puoi uscire e prendere il caffè altrove.

La scuola in cui hai iscritto tuo figlio non lascia alternative da poter attuare con facilità, ma cosa davvero si stia facendo per garantire la sicurezza degli alunni alla riapertura, è un dato che sembra variare da Istituto a Istituto.
I genitori di una classe seconda del Liceo Ginnasio Statale Tacito hanno avanzato formale richiesta per la formazione di tre classi terze.

I genitori della classe seconda C nel sottolineare il fatto che l’emergenza epidemiologica non è affatto finita e che “il governo ha stanziato i fondi per l’assunzione di 100 mila unità in organico a tempo indeterminato e 50 mila a tempo determinato”, hanno chiesto alla Dirigente scolastica di intervenire presso l’USR del Lazio per concretizzare la legittima richiesta dei genitori. Ma, spiega Marco Bellavitis, rappresentante dei genitori della classe, la creazione delle maxi-classi non è una mera intenzione: “lo hanno già fatto! Gli Uffici Scolastici Regionali hanno avallato la decisione della Dirigente scolastica che, a onor del vero, si è mossa nel rispetto della legge vigente pre-Covid.
La consuetudine dell’accorpamento vige nel rispetto di una normativa per cui nel biennio, per motivi economici, il Ministero autorizza classi che hanno un numero di studenti superiore a 25. La Dirigente ha applicato quella normativa.
Noi abbiamo fatto presente che questa situazione è eccezionale, che tutto il mondo politico raccomanda di evitare le classi pollaio, che ci sono risorse straordinarie e abbiamo chiesto all’Ufficio Scolastico Regionale e al Gabinetto del Ministro dell’Istruzione che vengano derogate quelle norme, ma non è stato fatto”.

Quanto spazio c’è nelle aule? Come rispetteranno il metro di distanza con un numero elevato di ragazzi?

“Ad oggi non c’è una informativa ufficiale che sia stata resa disponibile ai genitori.

Le classi non permettono ovviamente il metro di distanza, motivo per cui la Dirigente scolastica uscente nel mese di luglio ci ha anticipato come soluzione l’alternanza dei ragazzi, metà a scuola metà a casa”.

Nonostante si sia tanto parlato dell’importanza del ritorno a scuola in presenza?

“Esattamente!”

Quali altre misure di sicurezza sta adottando il Liceo Tacito per la riapertura?

“Purtroppo la scuola ad oggi non ha ancora reso note le misure che pensa di adottare, ancora è tutto in divenire, non sappiamo”.

Quali sono le attuali preoccupazioni dei genitori, cosa lamentano?

“Prima di tutto si lamentano dell’assenza di informazioni, si ottengono informazioni soprattutto dai giornali.
La prima preoccupazione è rivolta al primo raffreddore, la prima febbre, cosa accadrà al di là del contagio? Sarà necessario correre a scuola o no? Il ragazzo per poter tornare a scuola dovrà fare il tampone? E se succede ad un professore, saranno in quarantena tutti? Alla fine quest’anno ci sarà effettivamente la possibilità di andare a scuola?”

E’ indubbia l’importanza della relazione tra studenti, tra studenti e docenti e dello studio accademico che, come diceva il prof. Antolini al Giovane Holden, “comincerà a darti un’idea delle dimensioni della tua mente. Che cosa sia in grado di contenere, e che cosa magari no.
Dopo un po’ ti sarai fatto un’idea dei pensieri che stanno bene addosso a una mente della tua taglia”.

E’ al contempo ingiusto che, nel 2020, l’opportunità di una istruzione superiore per i ragazzi debba comportare dubbi sulla tutela della loro salute.    


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