

Il nostro redattore e amico, infortunatosi il 15 luglio, dal reparto di fisioterapia del Policlinico Umberto I racconta il suo recupero con parole di gratitudine, energia e speranza
A 91 anni Aldo Zaino continua a correre la sua maratona più importante: quella della vita.
Il nostro redattore, storico appassionato di sport e runner instancabile, il 15 luglio ha subito una frattura al femore che lo ha costretto a un intervento e a un percorso di riabilitazione.
Una prova impegnativa che Aldo, ancora una volta, sta affrontando con lo spirito che lo ha sempre contraddistinto: forza, ironia e voglia di guardare avanti.
Dal reparto di fisioterapia del Policlinico Umberto I ha voluto prima di tutto ringraziare le tante persone che gli sono state vicine.
“Grazie, grazie, grazie a tutti per la vostra vicinanza – ha scritto – un bellissimo atto d’amore che mi fa sentire meno solo e mi aiuta a guarire prima”.
Parole semplici, ma che raccontano bene il rapporto speciale che Aldo ha costruito negli anni con tante persone. Un affetto che lui stesso definisce una fonte di energia: “Le vostre attenzioni per me sono come iniezioni di ricostituente che mi aiutano a trovare forza, energia e grinta”.
Un atteggiamento che aveva già dimostrato dopo la scomparsa della sua amata Vera, quando la vicinanza degli amici era stata fondamentale per affrontare un momento doloroso.
Nel suo messaggio Aldo non nasconde le difficoltà del momento. Sa che il recupero richiederà tempo e che forse non tutto tornerà come prima, ma non perde il suo spirito combattivo.
“La vita è strana – ha scritto – nel momento che intorno a te ci sono rose e fiori viene giù una mannaia ben affilata. Che fare? Bisogna reagire affinché la tristezza e la malinconia non prendano il sopravvento”.
E proprio da qui nasce la sua riflessione sull’“altro lato della medaglia”: anche in una situazione difficile possono emergere aspetti positivi e incontri capaci di lasciare un segno.
Aldo racconta con sorpresa e riconoscenza l’équipe medica che lo ha seguito: “I medici che mi hanno operato erano tutti giovanissimi e il 50 per cento erano donne”.
E del reparto di fisioterapia del Policlinico Umberto I sottolinea soprattutto il clima umano: “Si vive un’atmosfera familiare”. Un ambiente dove medici, infermieri, fisioterapisti e pazienti condividono momenti di quotidianità, come la serata del sabato davanti a una pizza Margherita.
Da vero uomo di sport, Aldo ha trovato anche nella fisioterapia una conferma di ciò che ha sempre pensato: lo sport unisce.
“Lo sport unisce – ha spiegato – niente partiti politici, tifoserie sportive, religioni, nazionalità o ceto sociale. Tutti nella stessa palestra: pazienti, infermieri, fisioterapisti, caposala e primari”.
Una riflessione che racchiude il suo modo di vedere il mondo: le differenze restano fuori, mentre dentro conta la persona.
Aldo ha raccontato anche il motivo per cui, in questi giorni, continua a inviare aggiornamenti e messaggi.
“Questa mia iniziativa mi offre delle opportunità: tenermi occupato, tenere sveglio il cervello, non perdere la cognizione del tempo”.
Ancora una volta emerge il suo carattere: anche durante la riabilitazione cerca un modo per rimanere attivo, presente, in relazione con gli altri.
Il recupero continuerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Ma una cosa è già evidente: a 91 anni Aldo Zaino sta affrontando questa nuova sfida con lo stesso spirito con cui ha affrontato tante corse.
Con il sorriso, la determinazione e la convinzione che, anche nelle difficoltà, ci sia sempre un altro lato della medaglia da scoprire.
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