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Alfiero Alfieri a Formello con ‘Roma caput munni’

Il 9-10 ottobre 2010 al teatro comunale

L’associazione Artipelago (via Roma32/34 Castelnuovo di Porto 0690185266, info@artipelago.it) ha organizzato un aperitivo con Alfiero Alfieri giovedì 30 settembre alle ore 18,30 in occasione della rappresentazione di  "Roma caput munni", commedia comica in dialetto romanesco che si terrà il 9-10 ottobre 2010 al teatro comunale di Formello (ingresso ridotto per i soci dell’associazione)

Il titolo  riassume il leitmotiv della vita di Romolo (Alfiero Alfieri): romano anagraficamente, ma soprattutto di cuore, che è il protagonista di questa esilarante commedia. Concentrato sul suo morboso attaccamento a Roma ed alla romanità, finisce con il travolgere tutti i personaggi che gli fanno da contorno. Prima fra tutti la moglie Cornelia (Lina Greco) – " me la so’ sposata solo pecché se chiama come la madre de li Gracchi", seguita dalla figlia Valeria (Elena Pelazza) della quale non è dato sapere se riuscirà ad espiare il grosso peccato su cui si basa tutta la trama della commedia: vuole maritare niente poco di meno che un Ciociaro – "voi fa’ entrà un ciociaro a casa mia? Mai! Lo sai che puzza de caciotta!"

Altra figura che in se riassume lo spirito del romano quirite è il figlio di Romolo e Cornelia: Remo (Enzo Masci). Diversamente dalla madre e dalla sorella tenta di sfruttare la mania del padre per un tornaconto personale, senza fare i conti con l’esito che vedrà travolto e sconfitto anche lui. A loro si affiancano Giulio (Paolo Orlandelli), il pretendente fidanzato ciociaro di Valeria e la Sora Lella (Patrizia Fanelli), sempre alla ricerca di facili guadagni cercando di sfruttare la passione di Romolo, fingendosi sua amica.

Riusciranno alla fine tutti i personaggi a far ravvedere Romolo, placando la sua ossessione? Il finale è rigorosamente a sorpresa.

Alfiero Alfieri

Artista finda bambino, dal carattere un po’ ribelle. Spinto da un grande amore peril teatro, a 15 anni decide di provare il brivido del palcoscenico come imitatore e showman in varie compagnie tra cui quella dei Fratelli De Vico, Ric e Gian, e di Cecè Doria, con apparizioni sugli ultimi palcoscenici del Volturno e dell’Ambra Jovinelli. Tenta di arruolarsi nell’aviazione e nella legione straniera, destinazione Alabama, ma ben presto si rende conto che la vita del militare è dura e triste, anche se riesce a tenere alto il morale della truppa con la sua prima compagnia di cabaret. Nel 1964 si trasferisce negli Stati Uniti ma la tristezza lo assale presto. Sposato, con due figli riprende gli studi. Nel ’70 si presenta da Checco Durante al teatro Rossini. Il maestro lo assume come suggeritore. Da dentro la buca spia, ruba battute, atteggiamenti, insomma il mestiere del capocomico. Presto il maestro lo promuove "attore giovane". Forma una sua compagnia: prima con Enzo Liberti, poi una col suo nome. Corre l’anno 1975, quando inizia a farsi conoscere e aconquistare un pubblico di affezionati che da allora lo seguirà ovunque. Nel ’90 rientra nella compagnia stabile di Checco Durante non più come "attor giovane" (data l’età!), ma come capo comico, direttore artistico eregista, iniziando una rigorosa campagna di sensibilizzazione del teatro in vernacolo. Apre una scuola di prosa in romanesco presso la stessa sala Rossini di Piazza Santa Chiara vicino al Pantheon, cercando di salvaguardare il patrimonio di Giovanni Giraud e dello stesso Durante. La rassegna romana “all’Ombra del Colosseo” ormai è diventata una tappa fissa, replica ogni estate davanti ad un’arena colma di spettatori con “Oggi la Compagnia Checco Durante”. Negli ultimi anni è anche autore delle commedie che interpreta.Un solo rammarico nella sua lunga carriera artistica: il poco tempo dedicato al cinema. Il grande Alfieri ricorda con piacere la sua partecipazione al film di Carlo Verdone, “Viaggi di Nozze”, nel quale interpreta il ruolo del sacerdote. Nel ’92 vince il “Premio Paolo Stoppa” e il Premio "Roma viva", nel ’96 èla volta del Premio "Personalità europea". Nel ’99 festeggia i suoi quarant’anni di attività istituendo il "Premio Aldo Fabrizi: un impegno per Roma".Alfieri conserva nel suo bagaglio scacciapensieri l’abitudine ad improvvisare a diretto contatto con il pubblico, ad usare gli spettatoricome “spalle” con quel suo modo bonario di sfottere e colloquiare in ogni momento possibile. Tante le commedie: “Er marchese del Grillo”, liberissimo adattamento delcopione di Berardi e Giovagnoli, con qualche riferimento al film di Monicelli interpretato da Alberto Sordi; “Mastro Titta”; “L’Avaro”, “Er Malato immaginario” tratti da Molière ; “Lassatece passà semo romani”; “Tragedie a vapore”; “Er don Abbondio de Roma”, che trasporta all’ombra del Cupolone “I Promessi Sposi” manzoniani; “Solo due parole: ciao, ciao”; “Tre mariti e porto uno”; “Li patrizi? So’ tutti antenati mia”…e tantissime altre.

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