

1- Ponte sul fiume Arrone, bibio di Fregene. 2- L’autosalone Fabbri. 3- La Topolino A del 1936. 4- Blasone nobiliare medievale in marmo. Foto Franco Leggeri
Con la stagione balneare iniziata migliaia di romani transitano, con velocità, per il Bivio di Fregene, ma chi non ha fretta ha la possibilità di vedere e scoprire delle piccole realtà nascoste.
Si può visitare un autosalone che, tra le auto, espone delle statue enormi e una Topolino A del 1936, sotto un baldacchino, verniciata interamente di grigio, vetri compresi. Se si chiede al titolare, Signor Fabbri, si può vedere il vecchio ponte dell’Arrone, ormai in disuso, che conserva il suo selciato originale con, incorporato nel parapetto, un blasone nobiliare medievale in marmo e le vecchie paratie, vera archeologia industriale, le quali servivano per regolare il flusso dell’acqua destinata all’irrigazione della campagna circostante.
Le prime notizie del ponte si hanno già in un documento dell’XI secolo dove viene citato un “Pons de Arrone” mentre in una bolla papale del 1019 è citato un “pons marmoreus qui est super Arronem”; si ha notizia del rinvenimento, nelle vicinanze, di una lapide la quale testimoniava che un certo “Dorus Latro” aveva restaurato le sponde del fiume, come si legge nella scheda 35 del Quilici.
Più avanti vi è il meccanico Franco che restaura le mitiche Fiat 500, ce n’è per tutti i gusti e di tutti i modelli e si possono chiedere notizie e informazioni sui raduni d’auto d’epoca.
Su via dell’Arrone, vi è il vivaio “Natura Viva”, dove si svolgono le gare, il sabato e la domenica, del gioco della “Peteca”. Questo gioco era praticato, come passatempo, dai popoli nativi del Brasile ancor prima dell’arrivo dei Portoghesi. Da questi popoli il gioco della Peteca si diffuse a tutti gli abitanti del Sud America sino a diventare uno dei giochi più popolari.
Sempre chi non ha fretta potrebbe visitare, in via Torralba, uno dei più importanti vivai di rose d’Italia il “Rose & Rose Emporium”.
Lungo la strada che conduce a Fregene, sulla sinistra, i vede il laghetto di “Mezzaluna” ed è proprio qui che Guido, Duca di Spoleto, condusse alla vittoria, contro i Saraceni nell’856 d.C., le “milizie di Campagna” come le definì lo storico Prudenzio da Troyes.
Per informazioni sul gioco della Peteca e calendario delle Gare: e.mail: clubepetecaitali@tiscali.it -Tel. 06/61779796
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