Le Salvatio Romae. Statue leggendarie in difesa di Roma

Dalla nostra rubrica Romamisteriosa
di Massimiliano Liverotti - 8 Gennaio 2021

Un tal Gregorio autore di una Narrazione racconta che a Roma si trovavano settanta statue bronzee che rappresentavano gli stati sottomessi dall’impero e che, in caso di tumulti in uno stato, la scultura relativa avrebbe fatto suonare un campanello che teneva al collo.
L’origine della leggenda sta forse nel ricordo delle sculture che Augusto avrebbe fatto costruire nel Campo Marzio e che raffiguravano gli stati sottomessi.

Ci fu anche chi in passato era sicuro che tali statue si trovassero altrove: al Campidoglio, o presso la basilica di San Giovanni in Laterano, o nel Pantheon, nel Colosseo o nel tempio della Concordia.
Ogni versione della leggenda concordava sul fatto che tutte le statue erano sovrastate da una più grande e rappresentante un cavaliere che era mobile e, nel caso che una delle statue avesse suonato il campanello per avvertire della sommossa, avrebbe spostato la lancia in direzione del popolo in rivolta.
L’insieme delle sculture sarebbe stato chiamato Salvatio Romae.

Gregorio e la maggior parte di coloro che riportarono questa leggenda con le eventuali variazioni, spiegano che nessuno riuscì mai a localizzare esattamente le statue perché sarebbero tutte rimaste distrutte nel momento della nascita di Cristo.

Secondo un’altra versione della leggenda, le Salvatio Romae sarebbero state costruite all’interno del teatro di Pompeo, e si racconta che in alcuni momenti di follia, Nerone credette che queste prendessero vita per aggredirlo.

© Massimiano Liverotti 8 ottobre 2007


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