Alla scoperta del Parco Talenti, con approdo nell’Isola Bella

Vincenzo Luciani - 2 Luglio 2020

Oggi 2 luglio 2020 passeggiata di 3 ore e 20 minuti alla ricerca del parco Talenti. Partenza come al solito da Pietralata alle 7 e un quarto (ma già fa caldo, con l’intento di non eccedere nelle sia nelle foto che nel chilometraggio: promesse del marinaio).

Più di uno mi chiede: ma dove trovi il tempo? Riposta il problema è soprattutto di volontà, per il tempo basta alzarsi alle 6 (così la giornata si allunga sia per il divertimento che per il lavoro. E io sono ancora al lavoro e sono le h19,09).

Percorro rapidamente e senza soste il tratto di circa 3 km ella ciclopedonale del Parco dell’Aniene, percorro il tratto molto bello che dai tre tigli porta all’uscita sulla Nomentana, la attraverso e percorro via Jacopo Sannazzaro immettendomi nell’omonimo Parco.

Qui mi lascio guidare dall’istinto che mi ispira a percorrere il sentiero che si apre a sinistra (evitando il percorso di due giorni fa che dritto per dritto conduce a viale Jonio.

Scelta fortunata perché mi ritrovo in via Isola Bella di fronte ad una bella casa dipinta e di fronte a belle costruzioni contornate da bellissime alberature.

Percorro rapidamente tutta la via e immettendomi in via Monte Rosa sbuco nel rumoroso viale Jonio dirigendomi in via Luigi Capuana dove ci sono due ingressi al Parco Talenti, che forse per l’eccessiva pubblicizzazione immobiliaristica trovo un po’ inferiore alle attese.

Ad ogni buon conto scorgo un coniglietto che si lascia fotografare fino a quando non raggiungo il “distanziamento sociale” e lesto decide di rifugiarsi in zona sicura.

Percorro in lungo e in largo il parco scattando diverse foto.

Poi decido di sedermi su una panchina che domina la valletta e mi regalo un selfie in cui cerco di esprimere la mia felicità di poter dedicare queste ore del mattino all’Amore per Vincenzo.

Infatti è da sempre per me importante ogni giorno dedicarmi tempo per la mia felicità, per fare cose che mi rendono felice.

E pratico, in questo atto di amore quotidiano per me, l’insegnamento evangelico: “ama il prossimo tuo come te stesso”.

E per amare chi ci circonda e ci è prossimo bisogna prima amare se stessi e poi amare gli altri come se stessi.

Purtroppo la seconda parte dell’insegnamento divino mi riesce spesso meno bene.

Dopo il breve riposo in panchina, esco dal Parco Talenti (un piccolo parco, paragonato ai miei prediletti dell’Aniene e di Aguzzano, della Cervelletta e di Tor Tre Teste).

Lungo viale Jonio mi attira questa chiesa che una passante mi spiega essere una chiesa mormone.

Ma non è in funzione e non mi sa dire perché (mi informerò meglio più tardi). Leggo il nome della chiesa è Maria regina dei gigli.

Ritorno all’Isola Bella deciso a dedicare più attenzione a quest’isola felice.

Ammiro questa bella casa dipinta che mi aveva colpito già nell’andata

 

Fortunatamente individuo una giovane condomina che risponde gentilmente alle mie domande e mi informa che il Condominio Isola d’Ischia è opera di due architetti famosi e risale agli inizi del Novecento.

Purtroppo da ricerche effettuate in giornata non sono riuscito a sapere notizie davvero attendibili tranne quelle contenute in questo link, di carattere generale, ma bene informato

La Città Giardino (Roma)

Ho percorso per intero il perimetro di questa isola felice di villini avvolti nelle quiete e dalla piccola piazzetta che comprende solo il condominio in questione sono disceso lungo armoniche scale in cortiletti interni frequentati dalla una lavoratrice che stava spazzandoli.

Ho scambiato poche parole e che mi ha confermato che le altre uscite erano chiuse e che occorreva possedere le chiavi di cui lei non era in possesso e quindi ho dovuto risalite le scale per guadagnare l’uscita.

Subito dopo sono tornato nel parco Sannazzaro, ho fatto sosta per una bevuta alla provvida fontanella all’ingresso del parco Valle dell’Aniene e mi sono diretto verso il fiume incrociando il gregge di pecore brucanti.

Un’immagine che descrive bene questa nostra straordinaria città immersa in una grande, immensa campagna che lotta da sempre con grandi speculazioni.

Infine sono tornato a casa con mazzetto di finocchietti selvatici e origano in fiore colti lungo il percorso della ciclopedonale e con un po’ di stanchezza sono arrivato a casa sotto un sole gagliardo.

Qui ho trovato mio figlio Enzo intento con Rosa a montare il nuovo telo del gazebo del giardinetto e l’amico Benito Morale ex podista ed ultramaratoneta che era passato a trovarmi.

Pubblico due foto con il trio sotto la tenda perché mio figlio (sempre pronto a criticarmi) non mi accusi di avergli mozzato le mani.

Tutte le foto QUI


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