

New entries e moda eco-etica per la prima giornata dedicata all'alta moda. Dagli stilisti russi ai nuovi talenti fino all'artigianalità di Cangiari e al decoro cachemire di Dagher.
Il via ufficiale all’edizione estiva di AltaRoma arriva dall’Est. Ad aprire la prima giornata di sfilate nelle sale di Santo Spirito la polacca Natasha Pavluchenko con una collezione di ispirazione seventies tra lunghi cappotti, maxi e mini gonne, pantaloni a zampa e bandana di pelle in testa. In rapida successione il women’s wear di Leonid Alexeev, presentato da AURORA FASHION WEEK Russia grazie a una collaborazione con l’omonima settimana della moda. Lo stilista russo strizza l’occhio alla destrutturazione del classico abbinando capi sartoriali e elementi stravaganti ottenendo uno stile bohémien e frizzante. Il mohair ondulato, i rombi di pelle di visone e i tessuti 3D, come il pvc grigio ghiaccio e le lane pettinate disegnano ampie gonne a portafoglio, giacche architettoniche e abiti appesantiti che evocano l’idea di una donna a passeggio per la città sotto una pioggia incessante. I colori virano dalle tinte algide, come il bianco o il grigio perla, a cromìe più intense come giallo e rosso mattone. A ritroso con Nino Lettieri e i suoi abiti anni Trenta e tailleur con giacche da polo in alpaca, cashmere e astrakan presentati nel Centro Ippico Militare dei Lancieri Montebello. Per la sera il lungo è vaporoso e multistrato in classico rosso, nero e bianco.

Due gli allestimenti della giornata: quella dei cappotti di Fabio Quaranta all’Hotel Baglioni e la neon-couture di Angelos Bratis, designer greco già vincitore del concorso Who is on Next? 2011. Set cinematografico nelle sale di Palazzo Firenze per Bratis, dove i 5 capi coloratissimi della capsule collection in gazar, chiffon, crepe marocaine di seta, piquet di cotone e micro broccato sono avvolti da fili al neon che ne disegnano il perimetro.
Attesissima la sfilata di Paulo Melim Andresson per Cangiari, primo marchio di moda eco-etica di fascia alta in Italia. 14 capi caratterizzati da tessuti prodotti al telaio a mano e colorazioni biologiche in delicati colori che evocano petali, terra e brezza marina. È una collezione estremamente sobria e sicuramente lontana dagli eccessi stilistici della haute couture fatta di maxi gonne, jumpsuit e abiti impalpabili in seta, lino e cotone arricchiti solo da sandali rigorosamente ultraflat.

Chiude trionfalmente la prima giornata la libanese Mireille Dagher che presenta una collezione strepitosa da mille e una notte. Abiti che sono un omaggio alla bellezza eterna -quella di antiche principesse- fatti di trasparenze, volumi e corpetti con il tipico decoro cachemire, antico simbolo di ricchezza e nobiltà, impreziositi da profonde scollature a foglia. I colori sono d’impatto e virati in una luminosa palette cromatica tra rosso, oro, ruggine, verde scuro, blu elettrico e cacao e rappresentano il perfetto connubio tra Medio Oriente e miti greci.

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