

Terza opera letteraria di Emilio Nigro
Libero pensiero /scrostato/ da conformismi/ scale sociali/ approvazioni; distillato/ da false benevolenze/ fuochi fatui di maschere pensanti; sprovvisto di illusioni. Cinico – misantropo – indifferente/ Polverosa esplosione d’onnipotenza/ spazio d’unicità/ verace tassello bianco nel nero/ manto esogeno, schiaffeggio di pennelli zeppi di buio/ Alterazioni di colore.
La terza opera letteraria di Emilio Nigro, giornalista e scrittore, è una raccolta di testi teatrali, poesie e racconti brevi, in cui la mirabile alternanza di verso e narrato si sposa con un registro stilistico capace di accarezzare l’anima del lettore con pennellate di emozioni.
Il sapiente utilizzo della forza evocativa della parola, lascia intravedere un percorso di vita interiore e di narrazione della realtà che a tratti sfocia in un esistenzialismo conflittuale, in bilico tra la cupa rassegnazione e la rabbiosa spinta alla ricerca di un cambiamento. Ogni componimento è un amo lanciato nello stagno delle suggestioni, capace di attrarre, sedurre e condurre alla scoperta di un autore anticonformista, al di fuori della realtà ordinaria cui tuttavia non si sottrae, armato del necessario coraggio per viverla, nonostante le delusioni, le amarezze e le disillusioni che spesso comporta. Estraniato/ come il vivere d’amore./ Fuori, dai giochi di società,/ profuma l’estate ed io non sono pronto.
Protagonista è la vita, ma protagonista è anche l’amore. La penna dell’autore permea le pagine di un sentimento concesso, ovvero donato con la disincantata accettazione delle conseguenze. E, proprio per questo, vissuto fino in fondo. Amami appena un attimo/ poi fuggi via distante/ Non è per te questa mia strada/ per nessuno lontano da qui/ Amami cento volte ancora/ e cento volte ancora sparisci/ e cento volte ancora dinanzi al mare/ appena un attimo. Una poetica che raggiunge il picco di sublimazione in un’universale trascendenza del vivere, che rende palpabile una fugace illusione di completezza. Anche solo per un momento. Ed ora so cos’è vita, ed il senso delle cose, ed i segreti oltre i cieli./ Sei viva, forma e sostanza della verità. Per poi svegliarsi in un presente dominato dai disperati tentativi di vita che hanno fatto la pelle negra.
Gli scritti di Emilio Nigro assomigliano a delle ipotetiche tele dove, ad essere impressi, sono gli stati di immaginazione che si trasfondono nei contorni e nelle sagome di Cosenza, città natale dello scrittore, la cui impronta attraversa l’intera opera. Difficile distinguere, a tratti, il poeta narratore di un’amara realtà dal giornalista impegnato sul fronte civile, che dedica alla sua terra, la Calabria, una delle poesie più belle dell’antologia.
I ricordi sbiadiscono, con i granelli di polvere/ di questa terra nefasta madre/ I respiri di libertà, smarriti, diventano surreali/ I cieli tersi di fantastico, tele imprigionate immobili/ Gli occhi delle fate si chiudono, o guardano altrove/ Sospiri e fumi e nebbia dal suolo marcio/ Esalazioni di troppi cadaveri, di Dio sepolto qua giù.
Leggere Alterazioni di colore non è un esercizio di stile qualsiasi. Solo lasciando in terra la coltre di convenzioni che accompagna il vissuto quotidiano, sarà possibile spiccare il volo verso la promessa di un viaggio al centro delle emozioni. Promessa mantenuta dalla prima all’ultima pagina.
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