Anabasi, la marcia nel cuore delle cose, a ContrasSegni

una libera reinterpretazione dell’omonimo romanzo di Giampaolo Rugarli con la regia di Maurizio Mosetti conclude la rassegna
di Anna Corsi - 9 Luglio 2012

L’8 luglio 2012 alle ore 21.30 si è conclusa la manifestazione ContrasSegni, con lo spettacolo teatrale Anabasi, la marcia nel cuore delle cose. Si tratta di una libera reinterpretazione dell’omonimo romanzo di Giampaolo Rugarli (tratto a sua volta dall’opera di Senfonte), con la regia di Maurizio Mosetti che ha interpretato il narratore Chirisifo e con Valerio Macellari nel ruolo di Senofonte.

Il termine Anabasi significa “spedizione verso l’interno”, paradossalmente il percorso raccontato va dall’interno all’esterno. Senofonte era uno dei Diecimila, un’armata di mercenari greci assoldata da Ciro il Giovane, il cui scopo era usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II.Anche se l’armata dei mercenari fu vittoriosa nella battaglia sostenuta a Cunassa contro l’esercito dell’imperatore, Ciro non sopravvisse allo scontro, e la sua morte privò la spedizione di ogni senso: i Greci, penetrati troppo a fondo nel territorio nemico, dovettero così ritirarsi verso un porto sicuro, in un ripiegamento che si preannunciava lunghissimo e pieno di insidie.

Questa marcia lunga è piena d’insidie è quella che Maurizio Mosetti è riuscito a far rivivere ad un pubblico sorpreso dalla meravigliosa ambientazione e dall’ancor più pregnante interpretazione. Si è trattato di uno spettacolo itinerante, un percorso intorno alle mura ciclopiche fin sotto la porta saracena, dove le fioche luci delle fiaccole e la musica (ad opera della Sbandatina di Segni) hanno reso l’atmosfera incantata. La voce di Chirisifo ha ricreato le ambientazioni e la faticosa marcia dei Diecimila mercenari. Ha richiamato alla memoria altre folli marce della storia, marce di morte e disperazione. L’altero Senofonte ha incarnato il desiderio umano di riscatto e di immortalità. Il mare, faticosamente raggiunto dai Diecimila, il simbolo per eccellenza di una tanto desiderata immortalità.
 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti