Ancora lavori a Villa Massimo

Il Comitato dei cittadini continua a battersi per la sua tutela contro ogni speculazione edilizia
di Serenella Napolitano - 18 Gennaio 2013

Cosa succede ancora a Villa Massimo a Roma, storico parco sito nel III municipio? Da anni il comitato dei cittadini nato per difendere questo punto verde di Roma si batte per la sua tutela, nei termini previsti dalla legge, ma sembra che il rispetto della storia e dell’ambiente sia un tema abbastanza lontano da chi lo vuole trasformare in un parco giochi a pagamento. Precisando che la pineta di Villa Massimo è un parco comunale vincolato con area boschiva, va ricordato che essendoci un vincolo paesaggistico in quella zona non può essere costruito niente o “qualsiasi opera qualificata come opera pubblica dovrà essere necessariamente, così come previsto dalle leggi e regolamenti vigenti, sottoposto, nel caso di specie, all’approvazione della Giunta Capitolina.”

Ma cosi come documenta il comitato Villa Massimo, venerdì 11 gennaio 2013, è stato posto un cartello in cui si annunciava l’inizio per il 14 gennaio dei lavori di manutenzione straordinaria. Anche se questo inizio lavori non è ben chiaro a tutti.

“Da quello che si capisce dal cartello si tratterebbe, con la scusa di sanare malversazioni e omissioni del concessionario, del Servizio Giardini e del Municipio Roma 3, della riedizione del progetto di ulteriore privatizzazione, e stravolgimento della funzione, del parco pubblico”.
Tutto questo avviene quando anche il Segretariato Generale del Comune di Roma con nota del 17.12.2012 – continua la nota del comitato – ha aperto un’inchiesta su gestione e illegittimità nella Pineta di villa Massimo”.

Dar Ciriola asporto

Per ora cosa diventerà l’area della villa rimane un mistero: “come verrà trasformata Villa Massimo ancora non è chiaro – risponde alle nostre domande il comitato – ma ci si può far un’idea pensando che i lavori iniziati riguardano un progetto che con il fumo di ripiantare gli alberi abbatte le giostre ed al suo posto mette un quadrato che ospiterà un asilo privato a pagamento (baby parking) e uno spazio multifunzionale a pagamento, ovvero qualsiasi cosa”.

Nella scorsa estate 2012 il comitato si era battuto per salvaguardare la pineta e dunque, eliminare ogni illegittimità e abusi, realizzare quanto previsto dalla convenzione punti verdi qualità e attuare subito la ripiantumazione dei pini tagliati.
Nella pineta di Villa Massimo doveva essere aperto un Punto Verde Infanzia 3.2 (vedi articoli già pubblicati su abitarearoma), ma a quanto pare la giostrina verrà rimpiazzata da un asilo a pagamento e il “punto ristoro”, nato come piccolo chiosco, “continuerà ad allargarsi cosi come ha già fatto nel tempo si è allargato fino a diventare un vero e proprio ristorante, aperto fino a tarda notte”.
Un altro mistero visto che “la giunta comunale ha votato un bando di gara per un punto di ristoro di 30 mq che sono diventati in seguito 196 mq”. Intanto i cittadini continuano a battersi per scoprire la verità e tutelare l’antica ‘pinetina’ di Roma.

Il territorio della tenuta si costituì, a partire dal cinquecento, attraverso una serie di acquisti, compiuti dalla famiglia Massimo, di vigne e canneti. Al momento della sua massima espansione confinava verso nord con il vicolo di Pietralata (ora via G. B. de Rossi), a sud e est con il vicolo di Sant’Agnese (che corrisponde all’attuale asse viario XXI Aprile-Piazza Bologna-via Ravenna-via Catanzaro) ed a ovest con la Villa Torlonia.


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