Antonio Giuliani, un vero attore di ‘borgata’

Incontro con il popolare comico in occasione del suo spettacolo itinerante “Roma se nasce”, in giro per le periferie di Roma
di Riccardo Faiella - 19 Settembre 2009

Il programma iniziale di “Roma se nasce” prevedeva un tour di poco più di un mese per le periferie di Roma. Per qualche appuntamento saltato, causa maltempo, le ultime esibizioni di Antonio Giuliani, un vero attore di borgata (abita alla Borghesiana), e dei suoi bravi cinque ragazzi che lo affiancano in scena, si svolgeranno alla Magliana e a Ponte Galeria, rispettivamente il 22 e 25 settembre. L’abbiamo incontrato la sera del 17 settembre a Massimina, nella parrocchia di via Nicola Garrone.

Antonio, parlaci subito dello spettacolo.

“Roma se nasce” è stato scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime ed è prodotto dal Comune di Roma. Qualche cosa ciò inserito anche io, perché Costanzo mi ha dato carta bianca. È uno spettacolo di prosa, voluto fortemente dal Sindaco Alemanno per le zone più periferiche della capitale. Una commedia che parla della storia di Roma, dalla sua fondazione con Romolo e Remo, due famosi “palazzinari”, ai giorni nostri, raccontata da dei ragazzi coatti. La scenografia è divisa in due parti: quella antica, con una scalinata da dove escono tutti i personaggi storici della città eterna; e quella moderna, un bar dove noi ragazzi parliamo delle cose di oggi giorno.

Oltre il lato storico, c’è un altro tema o caratteristica che lo spettacolo evidenzia?

Certo, la differenza tra il bullo e il coatto. Il bullo mena, non ragiona; il coatto parla, comunica. Il bullo parla, parla, parla, è un racconta storie; il coatto agisce, fa i fatti. Il bullo è quello che per un alterco automobilistico, scende dalla macchina e ti mena. Il coatto invece, magari parla ad alta voce, gesticola; è quello che ha sempre ragione. Però, fondamentalmente non è cattivo. La banda della Magliana, per esempio, era fatta di bulli e per giunta figli di buona donna. Non avevano nulla a che vedere con il coatto.

Il bagno di folla nelle borgate come è andato?

È andato bene e non solo a Primavalle, dove io sono nato. Il pubblico ha risposto ovunque con entusiasmo. Mi viene in mente Tor Vergata oppure Gordiani, dove ho trovato degli spettatori molto attenti; non me l’aspettavo. Io comunque, sono abituato al contatto con la gente di periferia. A differenza di altri miei colleghi non mi sono isolato. Abito anche io in borgata, alla Borghesiana, borgata Finocchio, e quindi, basta che vado al bar sottocasa per avere un contatto vero con la gente.

Dicci una delle tante cose che ci possono insegnare gli antichi.

Adotta Abitare A

Avere più rispetto per i nostri bisogni fisiologici. Oggi se devi andare al bagno, sei costretto a rifugiarti in un bar. Non ci sono bagni pubblici. Ogni città europea ce l’ha. E pensare che i bagni pubblici sono stati inventati dagli antichi Romani.

E quindi?

A ridatece i Vespasiani!

Se volete andare a vedere Antonio Giuliani a teatro, lo trovate al Teatro Parioli dalla fine di ottobre, con un suo spettacolo del genere one man show, dall’eloquente titolo Tutto su di me, in cartellone per cinque settimane. Seguiranno, sempre al Parioli, la commedia all’italiana Rimanga tra di noi, scritta da lui stesso (Antonio autore ne scrive almeno una all’anno) e poi, a marzo, Roma se nasce.

A proposito di Roma se nasce, per informazioni potete telefonare al numero della Cultura del Comune di Roma: 060608.


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