Antonio Perelli: tra Centocelle ed Amelia

Il 7 agosto 2021 intitolata a lui la sala convegni della biblioteca della cittadina umbra
Henos Palmisano - 16 Agosto 2021

L’ho conosciuto a Centocelle in un raffinato pub, L’Essence, inventato da Luisa Altieri ed Antonio Vocino.

“Sai – mi dice Gianni – c’è un professore che una sera a settimana disserta su Dante, Petrarca, Boccaccio ecc. ecc.”

Incuriosito ci andai ed è così che conobbi Antonio Perelli.

Il fascino che sprigionava Antonio era quello di saper esporre la classicità in maniera semplice, alla portata di tutti, ma con una profondità di pensiero di chi ha una enorme padronanza del linguaggio e della materia.

Dotato di una voce calda e misurata, di un bell’aspetto e prestanza fisica, ci affascinava la disponibilità a dissertare su tutto lo scibile umano, senza preconcetti.

All’epoca ricopriva vari incarichi presso il liceo scientifico Francesco d’Assisi, tra questi di uno in particolare ne parlava con molto affetto: la direzione del teatro scolastico, che lo impegnò anche dopo essere andato in pensione.

Troppe doti per un essere umano?

È per questo che è stato richiesto altrove e non è più con noi?

Comunque c’è chi non si dimentica di Antonio, come ad Amelia (TR), dove il 7 agosto, Flavio, Domenico e tutti gli altri amici dell’Umbria hanno organizzato una bellissima manifestazione, intitolando ad Antonio la sala convegni della biblioteca di Amelia, quella stessa in cui, per tante volte, come presidente nazionale UILT (Unione Italiana Libero Teatro), aveva coordinato le quasi 1000 (in epoca pre-covid) compagnie teatrali sparse in tutta Italia.

A scoprire la targa commemorativa Antonella, la vedova di Antonio, che ha ricordato come il marito fosse innamorato della cittadina umbra e di tutti gli amici e soci UILT, che lo avevano accolto così benevolmente.

Della sede nazionale della UILT, Antonio me ne parlava spesso, invitandomi ad andarla a visitare. Purtroppo sono di quelle occasioni che si rimpiangono per tutta la vita, e quindi non potevo mancare almeno alla cerimonia commemorativa.

L’aria che si respira in Umbria, in particolare ad Amelia è di assoluta serenità, ma al tempo stesso culturalmente molto stimolante. Qui la Storia millenaria si può toccare e vedere in tutti i vicoli e pietre della cittadina.

Durante la sobria cerimonia dell’intitolazione, mi è sembrato quasi di vederlo, Antonio, in fondo alla sala parlare pacatamente dell’associazione e risolvere in poche parole le mille discussioni e controversie, facendoci capire da soli, magari, si va più veloce, ma che insieme si va più lontano.

 

Ecce Vinum

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