Antonio Rezza inscena la condizione (dis)umana

Fino al 3 gennaio 2010 al Teatro Vascello
di Claudia Tifi - 11 Dicembre 2009

Più la società asfittica e degradata mostra il fianco più il genio dell’artista vi affonda i denti: non trova carne, ma numeri. “7-14-21-28” di Antonio Rezza sarà in scena al Teatro Vascello, via Giacinto Carini 78, fino al 3 gennaio 2010.

Costumi e scenografie sono in rosso, ma non c’è altro per farsi prendere dai buonismi natalizi. Sotto la pelle dell’artista c’è il disastro della condizione umana che avvampa, la critica feroce a meccanismi, istituzioni e scelte politiche che affossano l’essere umano. Così grottesco, ma così vero, l’uomo massacrato di Rezza emerge dai gesti, dai mimi, dai brevi discorsi e da tutte le diavolerie che di volta in volta Antonio Rezza s’inventa, mostrando ormai una completa padronanza della scena, per catturare, colpire e far riflettere il pubblico. Senza infastidirlo: stavolta sembra che lo spazio scenico, l’habitat creato da Flavia Mastrella, gli basti per mettere a nudo questioni come la cura psichiatrica, la religione, il precariato, i tagli alla cultura e alla ricerca, il rapporto con i figli, etc.

Tutto è semplificato, come di fronte a ideogrammi, ci si può ridere, si può restare sorpresi, ma poi l’assurdo, nitido come l’istantanea di un relitto che affonda, l’Italia, avanza come una bomba a orologeria invisibile: rincorrersi nudi sul palco è l’ultima azione, il mimo disperato di una follia frenetica e insensata.

“Qui non si racconta la storiella della buona notte – scrive Rezza -qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra.”

Flavia Mastrella e Antonio Rezza dal 1987 hanno realizzato otto opere teatrali interpretate da Rezza all’interno degli spazi ideati da Mastrella: “Nuove parabole” 1988, “Barba e cravatta” 1990, “I vichinghi elettronici” 1991, “Seppellitemi ai fornetti” 1992, “Pitecus” 1995, “Io” 1998, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche, “Fotofinish” 2003, “Bahamut” 2006, prodotto dal CRT Artificio. Nel 1991 hanno partecipato al Festival di Avignone con “Barbe et cravate”. Hanno realizzato una serie sterminata di cortometraggi e tre film“Escoriandoli” presentato a Venezia nel 1996 “Delitto sul Po” del 2001 e“Fotofinish2” 2006. Per la televisione hanno scritto e diretto tra il 1999 e il 2000 il programma “Troppolitani” trasmesso da RAI 3. Nel 2004 realizzano lo spettacolo jazz “Fusion” insieme a The Fringe. Insieme vincono il Premio Francesca Alinovi 2007. Nel 2008 realizzano il cortometraggio “Nell’Aldilà”. Antonio Rezza presenta alla Milanesiana “Ipotesi di film su Cristo Morto” (progetto per un film da realizzare). Sempre nel 2008 presentano al Festival del Cinema di Venezia “Il passato è il mio bastone”, documentario analitico sul metodo di lavoro MastrellaRezza.

Per saperne di più sullo spettacolo o acquistare i biglietti on-line: http://www.teatrovascello.it/home.htm 


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