Aperta ai Musei Capitolini la sala del Medioevo

Nelle austere sale del Palazzo dei Conservatori il nuovo spazio su un'epoca amata-odiata
di Serenella Napolitano - 2 Agosto 2009

Nelle austere sale del Palazzo dei Conservatori, una delle due ali dei Musei Capitolini, è stata aperto un nuovo spazio, dedicato al Medioevo.

Per la prima volta, il museo si arricchisce di un’epoca tanto odiata, tanto amata, che non fu soltanto il passaggio delle grandi migrazioni dei popoli del nord verso la penisola, ma fu un’epoca di storia, cultura materiale, letteratura ed arte.

Ed è proprio l’arte medievale, del primo gotico italiano a farla da padrone. Ad attendere infatti i numerosi visitatori sarà la statua risalente al 1277 di Arnolfo di Cambio, uno dei più grandi scultori, architetti dell’arte gotica, rappresentante Carlo I D’Angiò.

La statua presente al museo già dal 1997 era stata posta in una nicchia sullo stesso piano, che, distaccata dal principale percorso di visita, non era ben vista, tanto meno conosciuta.

Aveva avuto un po’ di notorietà nel 1995, quando era stata esposta nelle sale del Museo di Firenze per la mostra organizzata su Arnolfo di Cambio. La sua restituzione al pubblico coincide con il recupero degli spazi dell’antico Archivio Capitolino, anche questo chiuso dal ’97, e riaperto grazie agli introiti dell’affitto di alcune sale museali per riprese cinematografiche.

Il direttore del Musei Capitolini, Claudio Parisi Precci ha spiegato: “La stanza cinquecentesca fino all’Unità d’Italia è stata sede dell’Archivio, come dimostra la mancanza di affreschi sulle pareti, occupate dagli scaffali. Da allora è stata usata in vario modo, come sede della donazione Castellani, poi della collezione Pecci. Dal 1928, con l’apertura di una porta sulla parete di fondo, è diventata un passaggio. Nel ’97 la porta è stata richiusa e la sala ripristinata, ma non è stata più impiegata”. Per questo motivo la grande statua del re angioino è stata posta in questo luogo, per meglio osservarla, essendo comunque considerata dagli storici dell’arte, primo ritratto scultoreo moderno.

Al fianco del re seduto in trono con un’impassibilità maestosa e ferma, che stringe tra le mani, modificate nel restauro del quattrocento, uno scettro o forse una spada corta e il globo, a simboleggiare il potere, è stato posto il frammento dell’altorilievo di un ‘Trombettiere’, che doveva essere su un arco, il tutto inquadrato all’interno di una finta architettura che possa far capire e valorizzare la posizione originale della statua.


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