

L'amministrazione rivede il progetto che puntava sulla ZTL
Dopo anni di attesa, proteste, tavoli tecnici e ipotesi, qualcosa finalmente cambia sull’Appia Antica. I varchi elettronici diventano realtà. Ma solo nel fine settimana. La delibera, approvata dalla giunta Gualtieri, ha il sapore di un passo avanti… e mezzo indietro.
Il provvedimento, molto atteso da pedoni, ciclisti, ambientalisti e comitati di quartiere, prometteva una rivoluzione: liberare la Regina Viarum dal traffico quotidiano, restituendo alla città un pezzo della sua storia — e della sua bellezza. Eppure, nella versione finale della delibera, il sogno si riduce al sabato e alla domenica, dalle 7 alle 19. Stop alle auto, sì, ma solo due giorni su sette.
I varchi di accesso verranno installati in tre punti strategici:
All’incrocio di via Appia Antica con via delle Mura Latine,
All’intersezione con via Appia Pignatelli,
E all’accesso da via Ardeatina attraverso via delle Sette Chiese.
Controlli sì, ma limitati. Il limite di velocità sarà fissato a 30 km/h, e la strada resterà aperta nei weekend a residenti, mezzi pubblici, veicoli per disabili, forze dell’ordine e ambulanze. Tutti gli altri? Fuori.
Eppure, la versione attuale non è quella su cui Legambiente aveva espresso entusiasmo solo pochi mesi fa. A maggio, l’amministrazione aveva promesso una chiusura giornaliera per i primi due chilometri dell’Appia Antica, un tratto spesso ridotto a scorciatoia per i pendolari.
Un “filtro” che avrebbe lasciato passare solo i clienti dei vivai, dei ristoranti e delle attività locali. L’idea era geniale nella sua semplicità: entra, fai acquisti, esci dallo stesso varco e tutto bene. Ma quella visione è stata smussata — anche a causa di malumori interni alla stessa maggioranza.
“L’obiettivo è chiaro: creare un ambiente più sicuro per pedoni e ciclisti e valorizzare un’area archeologica unica al mondo”, ha spiegato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. “È un primo passo – ha aggiunto – coerente con la strategia dell’amministrazione: ridurre lo spazio dedicato alle auto e restituirlo ai cittadini”.
Se i sostenitori della ciclabilità e della mobilità dolce hanno accolto il provvedimento con tiepida soddisfazione, l’opposizione esulta per lo stop al progetto iniziale. “Chiudere l’Appia Antica tutti i giorni – ha commentato il consigliere capitolino di Forza Italia, Francesco Carpano – senza alternative concrete di trasporto pubblico, avrebbe significato complicare la vita a migliaia di romani. È già tanto che Gualtieri si sia fermato ai weekend”.
La Regina Viarum resta una strada contesa tra modernità e memoria, tra chi la vive e chi la attraversa. Il provvedimento del Comune è un compromesso: non abbastanza radicale per cambiare davvero volto all’Appia Antica, ma nemmeno un passo falso. È un primo tentativo — timido, forse — di restituire dignità a un luogo unico, troppo a lungo sacrificato sull’altare della viabilità urbana.
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