

Il testo di una lettera alla Sovraintendenza del Comune di Roma Capitale, finora rimasta senza risposta
Qui di seguito riportiamo il testo di una lettera, finora rimasta senza risposta, inviata dal tenace Carlo Falco, residente nel quartiere, con la speranza (ultima dea) che le autorità preposte intervengano, in primis , la Sovraintendenza del Comune di Roma Capitale, e, per conoscenza, per una sollecitazione gli assessorati all’Ambiente comunale e municipale.
«(…) si allegano alcune foto emblematiche di uno stato di cronico abbandono riguardante le tre aree recintate che custodiscono i ruderi all’interno del Parco Prampolini, V Municipio, Roma.
Tutte e tre le aree in oggetto, da anni sono invase da sterpaglie e alberi cresciuti spontaneamente (in particolare ailanti, ma mi pare anche piccole querce e altre essenze), alcuni dei quali alti diversi metri: oltre allo sconforto per lo scarso decoro e per il mancato rispetto della presenza dei beni archeologici, si segnala la preoccupazione, ormai da molto tempo, dei cittadini per i possibili rischi alla staticità dei ruderi stessi, assediati dagli alberi nati spontaneamente.
Dalle foto si noterà che i beni archeologici sono fra l’altro ormai parzialmente occultati alla vista delle persone potenzialmente interessate (cittadini ma anche turisti italiani e stranieri, ospiti dei vicini alberghi di via Perlasca). Per giunta le iscrizioni delle teche che illustravano i caratteri di due dei tre edifici dell’antichità, sono andate in rovina ma non sono state più sostituite.
E ancora, la rete che cinge l’area di uno di tali ruderi è stata recisa da moltissimo tempo, ma non riparata, e la serratura del cancello d’ingresso nel rudere stesso distrutta e mai sostituita, il che determina il rischio di accesso e bivacco da parte di persone non autorizzate.
Infine la ex fattoria fatiscente attigua al rudere principale (casale cappellette), presenta da tempo il tetto sempre progressivamente sfondato, ma non è dato sapere se tale manufatto verrà ristrutturato o dovrà essere abbattuto…tutto quello che si vede è – ancora una volta – lo stato di abbandono.
Abbiamo segnalato quanto sopra – a inizio 2025 – ai Responsabili della Sovrintendenza Capitolina, ed inviato anche una mia mail, risalente al febbraio scorso, evidentemente senza esiti tangibili visto il permanere della situazione descritta.
Questa condizione di degrado, che si è aggiunta nel tempo ad altri spazi di mortificazione e abbandono inflittici da chi avrebbe dovuto intervenire da anni e non l’ha fatto ancora. A titolo puramente esemplificativo si cita, per memoria di chi per conoscenza legge questa mail – il “mostro” dell’ex Teatro Tendastrisce di via Togliatti-Perlasca: ci risulta che sono stati trovati i fondi necessari per la bonifica, e quindi ne sollecitiamo vivamente l’immediata effettuazione, dopo anni di sofferenza collettiva non solo per l’abbandono, ma anche per i ripetuti incendi gravi, e la conseguente emissione di fumi certamente non benefici alla salute) suscita in più di qualche cittadino la sensazione che stiano ricorrendo gli estremi del danno ambientale (…come noto la legge del 1986 istitutiva del Ministero dell’ambiente include fra i beni ambientali anche quelli archeologici e paesaggistici…): proveremo ad approfondire questo tema sul piano delle eventuali responsabilità penali e/o civili e/o amministrative, e ne condivideremo con voi gli sviluppi.
In attesa di urgentissimi riscontri, ma soprattutto di urgentissimi interventi, si porgono distinti saluti»
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