Arrestato il killer di Villa Pamphili: era in Grecia, è un americano, si trovava a Skiathos

Il suo volto era già emerso dalle telecamere di sorveglianza

Era riuscito a far perdere le sue tracce, confondendosi tra i turisti di Skiathos, isola greca da cartolina. Ma la fuga del sospetto numero uno del giallo di Villa Pamphili è durata solo pochi giorni. È stato fermato in Grecia, mentre cercava di passare inosservato tra chi, ignaro, passeggiava in infradito tra le spiagge dell’Egeo.

L’uomo, un cittadino americano dai tratti latini, è sospettato di aver ucciso una bambina di appena 6-8 mesi e di aver avuto un ruolo anche nella morte della madre, trovata cadavere qualche giorno prima nel grande parco romano. Una tragedia che ha scosso la città e l’intero Paese.

A tradirlo, il cellulare. Gli investigatori della Polizia di Stato e della Procura di Roma, grazie al monitoraggio del dispositivo, sono riusciti a tracciare i suoi spostamenti da Roma alla Grecia. La collaborazione con le autorità locali è stata decisiva: quando l’hanno individuato, si mimetizzava tra i turisti, ma non abbastanza da sfuggire all’intelligence.

Nonostante la questura di Roma mantenga il massimo riserbo – “Quando avremo novità, le comunicheremo”, si limitano a dire – fonti investigative confermano il fermo, anticipato dal Tg1 e poi rilanciato da tutte le principali testate, da Corriere della Sera a Repubblica.

Il suo volto era già emerso dalle telecamere di sorveglianza: un uomo con la bambina in braccio, vestita con la stessa tutina rosa ritrovata nella spazzatura. Era il tassello mancante di un puzzle raccapricciante.

Foto Ansa

A spingere ulteriormente le indagini è stata anche la testimonianza-chiave arrivata al programma Chi l’ha visto?. Una cittadina aveva raccontato in diretta di aver visto una lite violenta tra l’uomo e la giovane donna, madre della piccola: “Era una scena agghiacciante. Lui era fuori controllo, urlava e strattonava la donna, nonostante tenesse la bimba in braccio“.

Ora, con il fermo eseguito, gli investigatori dovranno chiarire ogni aspetto della vicenda. A partire dalle cause esatte della morte della donna – non ancora accertate – fino alla dinamica dell’omicidio della bambina, per cui l’ipotesi più accreditata resta quella del soffocamento con percosse.

Il cerchio si è stretto. Il sospetto è stato preso. Ma il giallo di Villa Pamphili non è ancora completamente risolto.

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