

Sbloccate dal Campidoglio le risorse finanziarie necessarie per la riqualificazione di tutta la stuttura
Allarme chiusura del Museo della Civiltà Romana all’Eur. Questo l’annuncio che ha terrorizzato nei giorni scorsi un po’ tutti gli amanti della storia romana e della cultura in genere. Si leggeva che dal 28 gennaio 2014 “la Sovrintendenza capitolina aveva disposto una interdizione delle sale fino a data da definirsi”. Purtroppo il Museo non era ‘in regola’ secondo le predisposizioni normative e alcune sale sarebbe rimaste chiuse per essere ‘regolarizzate’.
A distanza di pochi giorni però la notizia sembra essere meno tragica del previsto. Dal Campidoglio fanno sapere che sono state sbloccate le risorse finanziarie necessarie per la riqualificazione di tutto il Museo della Civiltà Romana. Con i fondi, richiesti dal sindaco di Roma Ignazio Marino e dall’assessore alla Cultura Flavia Barca, sarà possibile indire immediatamente una gara d’appalto ad evidenza pubblica per l’affidamento dei lavori, che riguardano: la riqualificazione delle sale espositive, l’adeguamento alle normative vigenti in materia di igiene e prevenzione incendi, la messa in sicurezza degli spazi e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
I lavori riguarderanno anche il grande plastico della Roma Imperiale e le sale storiche del museo, il Planetario e il Museo Astronomico con la conseguente immediata chiusura totale al pubblico dell’intero Museo della Civiltà Romana.
“Finalmente il Museo didattico per eccellenza di questa città avrà i lavori di riqualificazione ormai improcrastinabili – hanno dichiarato il sindaco Marino e l’Assessore Barca – Erano diversi anni che si attendeva lo sblocco dei fondi. La valorizzazione del nostro patrimonio culturale e di un polo come quello che ruota attorno al Museo della Civiltà Romana, frequentatissimo soprattutto dai giovani studenti, passa anche attraverso queste azioni”.
Nei giorni addietro le preoccupazioni erano state sollevate da Natale Di Cola, segretario della Cgil Funzione pubblica di Roma e Lazio che aveva dichiarato: “Le nostre sollecitazioni sono rimaste inascoltate. Il direttore Parisi Presicce e l’assessore Barca, a cui abbiamo scritto più volte, non ci hanno incontrato. Oggi, al loro posto, parlano gli ispettori che obbligano al rispetto della legge chi quel posto fino ad ora lo ha gestito con troppa leggerezza. Non vorremmo che questo modo di agire, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, insieme ai consistenti tagli già annunciati al settore cultura, costituiscano le basi della politica di questa nuova amministrazione”.
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