

Quando si parla di drammaturgia civile e di denuncia, si parla in primis di Ascanio Celestini. All’interno di questo filone, non ci ha deluso nemmeno Il nostro domani al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma in via Ostuni.
Qui, in una di quelle periferie della capitale deprivate culturalmente, Celestini è diventato protagonista della riapertura di questo spazio appartenente ai Teatri in Comune. Da agosto la sua presenza sulle scene è assidua con spettacoli e laboratori.
Dal 7 al 9 ottobre 2016 ha dato vita allo spettacolo Il nostro domani che era già stato messo in scena al Rione Traiano di Napoli in onore di Davide Bifolco, sedicenne morto sparato dalla polizia in circostanze su cui ancora non ha fatto la luce la magistratura.
Pur variando sempre la scaletta e i pezzi, anche in questo caso la ribellione contro gli abusi di potere non è mancata. Accompagnato da Alessio Lega, in un duetto fatto di musica e recitazione, ha preso vita un contenitore in cui i due hanno messo tutte le tematiche care a questo attore, scrittore e regista contemporaneo.
Con pervicace ironia egli ha narrato storie del proletariato e della lotta di classe, di malati rinchiusi negli ospedali psichiatrici, di vittime della violenza del G8 di Genova, del grottesco panorama politico italiano. E mentre la narrazione di queste micro storie procede, si alternano poesie di Gianni Rodari, canzoni di Sergio Endrigo e parole in musica in tema con la narrazione. Mimica e doti attoriali di Celestini risultano ingredienti indispensabili per la riuscita di questo prodotto.
La standing ovation finale ha dimostrato la partecipazione e il coinvolgimento del pubblico nei confronti di un teatro impegnato civilmente, che passa al setaccio tutte le storture di una società ingiusta, iniqua, che abusa dei suoi componenti più fragili. Passione, desiderio di giusta, attivismo contraddistinguono questa rappresentazione così come tutto il teatro di Celestini che ha un filo diretto con le opere cinematografiche e di lettura.
Da vedere per scuotere dal torpore le coscienze e per continuare a lottare per un mondo diverso da questo, ancora possibile da realizzare.
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