

Convalidato l'arresto della 39enne. Su richiesta della difesa e del pubblico ministero, è stata disposta una perizia psichiatrica
“Avevo freddo, non volevo fare male a nessuno.” Sono state queste le prime parole, pronunciate con voce flebile e lo sguardo perso nel vuoto, della donna che ieri mattina ha innescato — senza volerlo, dice — una vera e propria esplosione nel cuore di via Prenestina.
Un boato improvviso, fumo, paura. Una bombola di ossigeno è schizzata in aria come un proiettile impazzito, volando per oltre 150 metri prima di schiantarsi contro un’auto parcheggiata, distruggendola.
A causare tutto, una 39enne cubana senza fissa dimora, che ha ammesso di aver acceso alcune sterpaglie “solo per riscaldarsi”.
L’incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno, su via Prenestina, al confine tra Quarticciolo e Centocelle.
La donna, secondo quanto accertato dalla polizia, avrebbe dato fuoco a due punti distinti di un’area abbandonata accanto a un cantiere per il rifacimento dei binari del tram.
In pochi secondi le fiamme hanno raggiunto una bombola semivuota, utilizzata dagli operai.
Poi l’inferno: l’esplosione ha scagliato il serbatoio a una distanza impressionante, sollevando una nube di fumo visibile a centinaia di metri.
“Un botto tremendo, sembrava una bomba,” racconta un residente. “Ho sentito il terreno tremare e poi ho visto un’auto prendere fuoco.”
Un motociclista è caduto a terra per lo spostamento d’aria, riportando lievi ferite. Fortunatamente nessun bambino si trovava nel vicino asilo al momento dello scoppio.
La donna è stata fermata poco dopo dalla polizia. Al momento del fermo avrebbe reagito in modo confuso e aggressivo, senza rendersi conto della gravità dei fatti.
Portata in commissariato, è stata accusata di incendio doloso e resistenza a pubblico ufficiale.
In aula, davanti al giudice, ha ripetuto più volte di non aver voluto fare del male a nessuno:
“Avevo freddo, ho acceso il fuoco per scaldarmi,” ha detto tra le lacrime.
Il magistrato, pur riconoscendo la fragilità della donna, ha sottolineato la pericolosità del gesto, ricordando che “l’esplosione è avvenuta a pochi metri da un asilo, e avrebbe potuto provocare morti”.
Su richiesta della difesa e del pubblico ministero, è stata disposta una perizia psichiatrica.
Dopo la convalida dell’arresto, la donna è stata trasferita nel reparto psichiatrico del carcere di Rebibbia.
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