

Anzio e Trevignano Romano confermano il prestigioso vessillo della FEE, ma l’esclusione del comune pontino fa scivolare la regione al di sotto dell'Emilia Romagna
Luci e ombre sul litorale laziale nella nuova classifica delle Bandiere Blu 2026. Se da un lato il bilancio nazionale sorride all’Italia con undici nuovi ingressi, per la nostra regione il verdetto della Foundation for Environmental Education (FEE) ha il sapore amaro di un arretramento.
Sono infatti 10 le località laziali premiate quest’anno, una in meno rispetto al 2025: a pesare è l’esclusione di San Felice Circeo, che perde il titolo di eccellenza ambientale.
Il mancato rinnovo per la perla del Circeo determina anche un declassamento del Lazio nella gerarchia nazionale, scavalcato dall’Emilia Romagna (salita a 11 vessilli) e tallonato dal Veneto, fermo a quota 9.
In provincia di Roma, la bandiera continua a sventolare su Anzio e Trevignano Romano. Proprio la cittadina sul Lago di Bracciano celebra il nono anno consecutivo di successi, un risultato non scontato per una realtà lacustre in un panorama dominato dalle località marine.
“Questo traguardo rafforza la nostra identità di destinazione sostenibile,” sottolineano dal Comune, rivendicando il lavoro di squadra tra operatori e cittadini.
Sul fronte marittimo, Anzio punta invece al raddoppio. “Lo sforzo per rispondere ai parametri della FEE è quotidiano,” ha commentato il sindaco Aurelio Lo Fazio.
L’assessore Luca Brignone ha poi tracciato la rotta per il futuro: una task force è già al lavoro per risolvere criticità storiche come la bonifica del Fosso dello Schiavo e l’efficientamento del depuratore di Colle Cocchino, con l’obiettivo di garantire “qualità eccellente” su tutti i 14 chilometri di costa neroniana.
Nonostante il “taglio” del Circeo, la provincia di Latina resta il cuore pulsante del turismo ecosostenibile laziale con otto località confermate:
Sabaudia, Latina Mare, Gaeta, Minturno, Fondi, Terracina, Sperlonga e Formia.
Ottenere l’Eco-label della FEE è diventata una sfida complessa che va oltre la semplice limpidezza del mare.
I comuni sono valutati sulla base di rigidi parametri che includono la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti (con particolare attenzione alla raccolta differenziata), la presenza di aree pedonali e piste ciclabili, nonché la qualità dei servizi e la sicurezza sulle spiagge.
Per il Lazio, la sfida del 2027 sarà quella di invertire il trend e riportare la bandiera su quei tratti di costa oggi rimasti esclusi dall’élite della sostenibilità.
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