Bando mense scolastiche: Roma è la prima città a puntare sulla qualità e non sul ribasso del prezzo

Positivo il giudizio di ANGEM (Associazione Nazionale delle Aziende di Ristorazione Collettiva): il bando rispetta appieno i criteri stabiliti dal Codice degli Appalti e i Criteri Ambientali Minimi
Rosa Valle - 10 Febbraio 2021

Sul sito del Comune di Roma ieri, 9 febbraio 2021, è stato annunciato che sul portale TuttoGare di Roma Capitale è stato pubblicato il nuovo bando per l’affidamento del servizio di ristorazione scolastica nei nidi, nelle sezioni ponte, nelle scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado di Roma.

Il bando è organizzato in 15 lotti prestazionali e territoriali, con un investimento di 700 milioni di euro. È possibile per ogni impresa concorrente presentare un’offerta anche per più lotti, ma non potrà aggiudicarsene più di uno: quello per cui avrà conseguito il maggior punteggio tecnico. Il bando del Comune di Roma, con una somministrazione quotidiana di 139.400 pasti è, per il settore della ristorazione scolastica, il più rilevante d’Italia e tra i più importanti d’Europa.

L’appalto partirà dal 1° settembre 2021, o comunque dalla data di affidamento del servizio, per la durata di 5 anni educativi e scolastici. Le offerte vanno presentate entro le ore 10:30 del 4 marzo 2020.

«Abbiamo puntato sulla qualità e sulla sostenibilità ambientale per promuovere le corrette abitudini alimentari dei nostri ragazzi – ha dichiarato l’assessora alla Scuola Veronica Mammì. – Offriremo loro solo prodotti italiani, bio, DOP e IGP, andando ad incentivare politiche di welfare in ambito territoriale. Il bando, con affidamento quinquennale, garantisce inoltre una maggiore continuità del servizio e, grazie alla clausola sociale che abbiamo inserito, la tutela per i lavoratori.»

Positivo il giudizio dell’ANGEM

Un giudizio positivo sul bando di Roma Capitale arriva dall’Associazione Nazionale delle Aziende di Ristorazione Collettiva, ANGEM, in quanto – scrive in un comunicato l’Associazione – rispetta appieno i criteri stabiliti dal Codice degli Appalti e i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Fatto importante se si tiene conto che, nonostante il Codice degli Appalti del 2016 preveda che i contratti relativi alla refezione scolastica siano aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), nel 2019 il 48% dei bandi pubblicati presentava criticità e il 39% erano relative alla valutazione economica (fonte Oricon, Osservatorio sulla Ristorazione Collettiva e Nutrizione)».

«Il Comune di Roma  – dichiara  il presidente di ANGEM Carlo Scarsciotti – ha finalmente abbattuto questo desolante dato, pubblicando per la prima volta in Italia un bando di gara che, applicando appieno la legge, prevede che il servizio venga aggiudicato esclusivamente sulla base dell’offerta tecnica e non sul ribasso del prezzo del pasto».

«Come previsto dall’art. 95 del Codice degli Appalti – sottolinea l’ANGEM – e nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, il bando procederà con il criterio di aggiudicazione dell’OEPV, assumendo la forma di un costo fisso (pari a 5,595 + iva) sulla base del quale gli operatori economici competeranno solo in base a criteri qualitativi.

I criteri qualitativi, che dovranno essere valutati secondo parametri oggettivi e misurabili, riguardano le politiche di approvvigionamento delle derrate alimentari, con particolare attenzione all’inserimento di prodotti Dop e Igp e prodotti freschi, oltre a quanto già previsto dai CAM; l’introduzione di menu solidali, realizzati con materie prime provenienti dalle aziende delle zone terremotate del centro Italia; l’introduzione di menù solidali, realizzati con prodotti provenienti da aziende agricole sociali; le attività di comunicazione».

Adotta Abitare A

«Un’ulteriore peculiarità del bando della Città di Roma è il criterio relativo alle attività di comunicazione – continua Scarsciotti – La ristorazione scolastica è parte integrante dell’attività didattica ed è importante che il servizio preveda percorsi formativi su educazione alimentare, la sostenibilità ambientale, la lotta agli sprechi per gli alunni e iniziative di comunicazione sulle caratteristiche e la provenienza territoriale delle derrate utilizzate nei menu e sui suggerimenti sugli altri pasti della giornata e corrette abitudini alimentari per le famiglie

«Una refezione scolastica di qualità è l’insieme dell’offerta di materie prime di qualità, di una dieta bilanciata e di un ottimo svolgimento complessivo del servizio. Faccio un appello affinché tutti gli Enti locali seguano il modello del bando di gara del Comune di Roma e dei criteri di valutazione in esso contenuti, primo tra tutti l’offerta economicamente più vantaggiosa», conclude Scarsciotti.

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti