Bastogi, Avs a Gualtieri: “Serve un cambio di passo sulle politiche abitative”

La richiesta è chiara: trasformare Bastogi da centro di accoglienza temporanea a edilizia residenziale pubblica, un passaggio indispensabile per sbloccare fondi, interventi e manutenzioni

Roma torna a discutere di Bastogi, l’ex residence a scopo abitativo che da oltre trent’anni vive sospeso in un limbo giuridico e sociale.

Questa volta a riportare i riflettori sul complesso di sei palazzine al confine tra Aurelio e Boccea è stata una conferenza stampa convocata a Montecitorio da Alleanza Verdi-Sinistra e dal movimento civico Aurelio in Comune, che hanno scelto di mettere sotto accusa la giunta di Roberto Gualtieri.

Al tavolo dei relatori, gli esponenti nazionali di Avs Filiberto Zaratti e Angelo Bonelli, il consigliere capitolino verde Ferdinando Bonessio, l’assessore alla Casa del III municipio Luca Blasi e, in prima fila, la consigliera di Aurelio in Comune Maristella Urru, che ha aperto i lavori: «Bastogi ha bisogno di essere riconosciuto per quello che è, un quartiere di Roma. Qui vivono famiglie da oltre trent’anni, senza gas e senza acqua calda, in condizioni precarie».

La richiesta è chiara: trasformare Bastogi da centro di accoglienza temporanea a edilizia residenziale pubblica, un passaggio indispensabile per sbloccare fondi, interventi e manutenzioni. Una mozione in tal senso sarà depositata in Assemblea Capitolina da Bonessio, con l’appoggio – per ora – del solo presidente della commissione Casa, il dem Yuri Trombetti.

«Non posso non sposare le cause sociali di chi vive a Bastogi da tanti anniha detto Bonessio –. Questa amministrazione sta affrontando emergenze abitative in città, da Corviale al Porto Fluviale. Ma qui c’è stata una sottovalutazione: serve accendere un faro, perché anche una sola vita dignitosa in più è già un risultato».

Il caso di Bastogi era già esploso dopo il grande incendio che, oltre un anno fa, aveva reso inagibili decine di appartamenti. In quell’occasione, associazioni come Nonna Roma e la Fillea Cgil si erano sostituite al Comune, organizzando interventi di manutenzione straordinaria con le proprie forze.

Solo allora l’assessorato alle Politiche abitative aveva annunciato un cantiere da 10 milioni di euro da avviare entro il 2025.

Per Zaratti, però, «non bastano annunci: la mozione di Bonessio punta a obiettivi concreti, perché con il cambio di natura giuridica degli alloggi si può finalmente accedere a finanziamenti e manutenzioni».

Ad agitare le acque, inoltre, la scelta della giunta municipale di autorizzare un progetto privato su terreno pubblico per la costruzione di un impianto sportivo dedicato al padel.

Una decisione duramente contestata da Aurelio in Comune e da Avs: «Con famiglie che vivono senza acqua calda e senza allaccio del gas – è stato detto – pensare che la priorità sia un campo da padel è quantomeno discutibile».

La sensazione, al termine della conferenza, è che Bastogi sia diventato più di un quartiere dimenticato: un simbolo delle contraddizioni di Roma nelle politiche abitative, tra annunci, cantieri attesi e scelte che lasciano sullo sfondo la vita quotidiana di centinaia di famiglie.

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