Beato Angelico: L’alba del Rinascimento

Mostra ai Musei Capitolini in occasione dei 550 anni dalla morte del pittore fiorentino
di Rossella Puleo - 9 Aprile 2009

L’importante mostra monografica è stata inaugurata il 7 aprile 2009 ai Musei Capitolini, in occasione dei 550 anni dalla morte del pittore fiorentino, e rimarrà aperta fino al 5 luglio. L’inaugurazione è stato l’unico evento pubblico non soppresso dall’Amministrazione comunale per rispetto e solidarietà verso il dramma dei cittadini abruzzesi, come ha riferito l’assessore Umberto Croppi, poiché “un’arte raffinata come quella del Beato Angelico emana un misticismo ancora autentico e intatto che invita alla preghiera”.

L’esposizione è stata organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, il Comitato Nazionale per i 550 anni della morte del Beato Angelico e Zètema Progetto Cultura. La mostra propone diverse opere dell’artista mai esposte in passato, dal Trittico della Galleria Corsini di Roma alla predella della Pala di Bosco ai Frati, restaurati per l’occasione con apposito finanziamento del Comitato per le celebrazioni.

In Italia attualmente sono tre le mostre in corso sulla pittura prerinascimentale e Rinascimentale: la mostra di Giotto al Vittoriano, quella di Raffaello a Urbino, e questa del Beato Angelico. Tre mostre singolari che mettono al centro la città di Roma, e che dimostrano la possibilità per la cultura italiana di valorizzare al più alto livello il proprio patrimonio storico e artistico. Fra’ Giovanni da Fiesole, meglio noto come Beato Angelico nella storia dell’arte del nostro Paese, trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita proprio a Roma; le sue spoglie riposano infatti presso la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

Il percorso espositivo segue l’evoluzione artistica del Beato Angelico dagli esordi tardo gotici alla maturità fiorentina fino al periodo romano, con un occhio particolare all’evolvere in senso umanistico della sua visione del mondo. Partita dalla traduzione sulla tavola del concetto di Natura Naturata, creata solo da Dio, che con gli anni si piega a suggestioni rinascimentali rendendola più fluida e umana.

Si tratta della più grande mostra mai dedicata all’artista in Italia dopo la monografia presentata in Firenze a al Vaticano nel 1955.

Tra i numerosi contributi presentati nel catalogo, un notevole interesse scientifico è rivestito dalla presentazione dei risultati di una campagna di indagini riflettografiche agli infrarossi, condotta su un campione significativo di opere, dal Laboratorio Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa, grazie ad un apposito finanziamento del Comitato Nazionale: ne emerge la qualità e la finezza disegnativa dell’Angelico, artista dai rari “pentimenti”, dal tratto elegante, meditato e sobrio nel delineare il tracciato grafico sottostante delle sue figure e composizioni.

Importante iniziativa è la realizzazione di un itinerario tattile e multidisciplinare grazie al quale la mostra potrà essere percepita anche dai non vedenti. Le visite saranno arricchite da laboratori manuali di disegno e manipolazione della creta in cui sarà possibile creare un’opera ispirata ai dipinti presenti in mostra.

Orario: dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 20.00; la biglietteria chiude alle 19.00; chiuso Lunedì 1 Maggio. Ingresso: intero € 9, ridotto € 7.

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