“Benvenuti a Villa Abbandono” cioè: Villa Lais

Antonello Palmieri, presidente dell’associazione RomaNuova: "simboleggia il fallimento comunale nella cura e nella manutenzione del verde pubblico, un tempo fattore di attrazione turistica"
Redazione - 14 Ottobre 2018

«Benvenuti a “Villa Abbandono”, nel VII Municipio, area pubblica non lontana dal Centro, valvola di sfogo dal traffico e dal cemento del Tuscolano, dove vengono pure celebrati matrimoni civili. Ma c’è poco da gioire, anche per gli sposi, che difatti non si azzardano a farsi ritrarre nei sentieri interni, ma festeggiano vicino all’ingresso della cappella e poi rapidamente salgono in macchina e imboccano l’uscita. “Villa Abbandono” in realtà si chiama Villa Lais ed è una tristezza: simboleggia il fallimento comunale nella cura e nella manutenzione del verde pubblico, un tempo fattore di attrazione turistica. I due viali principali di Villa Lais sono intitolati a due grandi campioni di Roma e Lazio, in ordine alfabetico Agostino Di Bartolomei e Luciano Re Cecconi. Di certo andrebbero ricordati in maniera diversa, non come avviene ora, tra l’incuria».

Lo ha dichiarato Iin un comunicato Antonello Palmieri, presidente dell’associazione RomaNuova.

«Squadriglie bellicose di insetti calano in picchiata su chiunque osi attraversare quello che una volta era un parco. Gli abitanti del quartiere non si arrischiano a sedere, non solo per i parassiti, ma anche perché “Villa Abbandono” ha probabilmente il record di panchine sfasciate del VII Municipio e forse di Roma», ha spiegato Palmieri.

«Gli amministratori responsabili di tale ed evidente disfatta, in qualsiasi altra città europea avrebbero già chiesto pubblicamente scusa e lasciato i propri incarichi. Da noi nulla accade. Come se fosse normale abbandonare e veder morire un patrimonio di verde pubblico di inestimabile valore», ha concluso Palmieri.


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