Benvenuti in Terra di Lavoro

Il meraviglioso “Parco Giardino Belvedere” a Suio Terme
Attilio Migliorato - 18 Settembre 2022

Questa estate un amico mi ha invitato a fare un gita in bicicletta sulle strade provinciali che, tra l’altro, uniscono Castelforte (LT)  a Sant’Apollinare (FR). Una passeggiata lunga 60 chilometri circa passando per tanti bellissimi borghi: Forme di Suio, Campo di Rito, Terme di Suio, San Sinibaldo, Sant’Andrea del Gariigliano, Sant’Apollinare, San Marco, San Giorgio a Liri, Ausonia, Cerri Aprano, San Lorenzo. Tutti paesi delle provincie di Latina e di Frosinone.

Il fiume Garigliano, che lambisce tutta la piana nei primi 30 chilometri, nasce dalla confluenza del Gari nel Liri a Sant’Apollinare (FR). Per tutto il corso segna il confine tra la province di Latina e Frosinone con quella di Caserta, siamo nell’estrema propaggine sud della regione Lazio, ad appena un chilometro dal confine con la Campania.

Tra una pedalata e l’altra, il mio amico mi ha spiegato che stavamo transitando in una regione storico geografica dell’Italia meridionale: la Terra di Lavoro, identificata in passato anche come Campania felix (antica), Latium adiectum (aggiunto)  e del Sannio. Successivamente suddivisa tra le attuali regioni di Campania, Lazio e Molise. Mi ha raccontato di tutto e di più, sembrava avesse tra le mani  e nella mente le antiche mappe storico- geografiche.

Mi ha anche recitato, pedalando, la poesia di Pier Paolo Pasolini, “Terra di lavoro”, in Le ceneri di Gramsci, 1957.

«Ormai è vicina la Terra di Lavoro,

qualche branco di bufale, qualche

mucchio di case tra piante di pomidoro,

 

Adotta Abitare A

èdere e povere palanche.

Ogni tanto un fiumicello, a pelo

del terreno, appare tra le branche

 

degli olmi carichi di viti, nero

come uno scolo. Dentro, nel treno

che corre mezzo vuoto, il gelo»

Nel tragitto in bicicletta, ciò che mi ha colpito è stata la frazione di Suio, suddivisa in “Suio Paese”, collocato sull’altura nella quale sorge l’antico castello medievale, e “Forma di Suio”, che si trova ai piedi del castello accanto al fiume, dove sgorgano acque sulfuree termali. Sgorgano dalle due sorgenti di Vecchi e Nuovi Bagni ad una temperatura che va dai 39 ai 63 gradi e hanno diverse composizioni chimiche, principalmente acque bicarbonato, alcaline, terrose, solfuree.

Ma la creazione del “Parco Giardino Belvedere” a Suio Terme ha raggiunto il picco della mia attenzione di cronista. Percorso di vita, un’oasi di pace, tutto sulla sponda destra del fiume Garigliano, anche con banchina per attracco barche se si preferisce l’acqua all’asfalto.

Per delizia degli occhi, allego qualche foto.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti