Benzina, la beffa del taglio: svanito lo sconto del Governo, diesel di nuovo sopra i 2 euro

Su via Tiburtina punte di 2,38 euro al "servito", ma resistono alcune "isole del risparmio"

L’illusione è durata appena sette giorni. Il taglio delle accise voluto dal governo Meloni per alleggerire il peso dei carburanti sulle famiglie italiane sembra già evaporato, travolto dai rincari che continuano a mordere i portafogli dei romani.

Il prezzo medio del gasolio nella Capitale ha infatti oltrepassato nuovamente la soglia psicologica dei 2 euro al litro, riportando traffico e costi ai livelli pre-intervento.

La fotografia dei numeri

Secondo le rilevazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti diffuse giovedì 26 marzo, nel Lazio la situazione è critica: il gasolio si attesta mediamente a 2,030 euro al litro, mentre la benzina resiste a 1,737 euro.

Un confronto impietoso con la scorsa settimana: appena il 20 marzo, il diesel si trovava a 1,988 euro, subito dopo l’entrata in vigore del decreto.

In meno di sette giorni, l’effetto del taglio è stato completamente annullato, riportando i prezzi ai livelli di metà marzo, quando l’11 marzo il gasolio si attestava a 2,019 euro in piena emergenza.

Fonte Mimit

Roma divisa tra rincari e “isole felici”

A Roma la forbice dei prezzi è impressionante. La maglia nera spetta al quadrante Est: via Tiburtina registra punte di 2,188 euro al litro, che diventano 2,388 euro per chi sceglie il “servito”.

Situazioni analoghe si osservano a Tiburtino e Pietralata (2,169 euro), mentre via di Acqua Bullicante segna 2,17 euro. In controtendenza, ai Parioli si trova un leggero sollievo con prezzi a 2,154 euro.

Non tutto però è nero: alcune stazioni rappresentano vere e proprie “isole del risparmio” per chi è disposto a cercare. Tra le più convenienti:

Pineta Sacchetti: gasolio a 1,569 euro.

Primavalle: prezzi intorno a 1,585 euro.

Gianicolense (via Gonzaga): 1,603 euro.

Altri punti convenienti si trovano sull’Aventino, in via Cristoforo Colombo e via Gregorio VII.

Consumatori sul piede di guerra

Il Codacons non usa mezzi termini: lo sconto promesso è stato “mangiato dai rincari”. L’associazione denuncia come la riduzione effettiva del gasolio sia di soli 6 centesimi, lontanissima dai 24,4 centesimi dichiarati dal decreto.

Il risultato concreto? Una vera e propria stangata da +9,2 euro a pieno serbatoio, che pesa direttamente sulle tasche degli automobilisti romani, tra traffico quotidiano e costi sempre più alti.

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