Berlin di Eraldo Affinati alla libreria L’Argonauta

Sarà presentato il 9 luglio da Stas’ Gawronsky

Presso la Libreria L’Argonauta – Libri per viaggiare giovedì 9 luglio 2009 alle ore 19.00, presentazione del libro di Eraldo Affinati Berlin (Rizzoli).

Presententerà Stas’ Gawronsky. Alcuni brani del libro saranno letti da Rachele Digilio. Il libro ha vinto la quarta edizione del Premio Recanati-Festival della Narrativa italiana.

La Libreria è in via Reggio Emilia n° 89 (tel. 06.8543443, www.librerialargonauta.com, [email protected]

IL LIBRO

È stata un’isola, Berlino, niente più che uno scoglio di autostrade, parchi e grattacieli, nel grande mare comunista del secondo Novecento. La Dynamo era la squadra di calcio di Erich Mielke, il capo della Stasi. Finché le redini del gioco le ha tenute lui, ha sempre vinto. Gli arbitri erano tutti corrotti. Più che un’auto, la Trabant è un simbolo. Nonostante la carrozzeria in cartone pressato e una velocità massima di 120 km/h, in Germania è la macchina più rubata.

La Berlino di questo libro non conosce confini, né geografici, né storici. Parlano le statue, il Muro, i grattacieli, le stazioni, le vie, le piazze, i morti, i vivi. Parlano Jesse Owens, Vladimir Nabokov, Rosa Luxemburg, Franz Kafka, Marlene Dietrich, le aquile del Terzo Reich e la Madonna del Botticelli. Apre la Dea della Vittoria che stringe la lancia aspirando i profumi del Tiergarten; chiude Albert Einstein, il cui genio sembra scintillare nello sguardo rapido di un ragazzino in bicicletta. Eraldo Affinati scende nei bunker sotterranei, nuota nelle piscine pubbliche, corre in BMW, sorride ai fantasmi, si perde in periferia, ritrova il sentimento italiano nei quadri della Gemäldegalerie e nelle canzoni di Mia Martini. Si rivolge a Marx ed Engels. Ammira gli studenti della Biblioteca Nazionale. Riflette nella Stanza del silenzio. Ci racconta degli Hohenzollern e delle giovani reclute morte sulle alture di Seelow per difendere Hitler. Fa amicizia coi venditori di kebab. Segue gli ultimi sopravvissuti dei lager. Ascolta i piloti della Luftwaffe, le prostitute dell’Artemis, i calciatori corrotti della Dynamo, le gracchie che volano sugli stabilimenti dismessi della Sprea, perfino le birre tracannate sui banconi delle Kneipen. Alla fine ci consegna il ritratto impossibile di un camaleonte: una città che sembra più vera di quella autentica, ma è fantastica come una leggenda.

L’Autore

Eraldo Affinati è nato nel 1956 a Roma. Vive nella capitale e insegna letteratura alla Città dei Ragazzi, pubblica articoli su svariati quotidiani e settimanali. dove vive e lavora. Tra i suoi libri ricordiamo Bandiera bianca (1995), Campo del sangue (1997), Un teologo contro Hitler. Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (2002), Secoli di gioventù (2004) e La Città dei Ragazzi (2008).
Lo scrittore romano è stato finalista nel Premio Strega e nel Premio Campiello, con il libro Campo del Sangue (Mondadori 1997), dove i ricordi della madre si complicano lungo il percorso di un viaggio (attraverso filosofia e letteratura), che partendo da Venezia ci conduce direttamente alle porte del campo di sterminio di Auschwitz.Il suo libro s’intitola "La Città dei Ragazzi" (Mondadori, 2008) e si incentra su tre temi narrativi: il primo copre l’esperienza didattica appunto nella Città dei Ragazzi; il secondo è il diario di viaggio emozionale che porta l’autore ad accompagnare alcuni suoi alunni durante le vacanze estive verso le loro basi di partenza in Marocco; il terzo è la messa in archivio di un fascicolo che l’autore esprime nei confronti di suo padre, orfano anch’esso come i suoi alunni, ma che con la sua figura, seppur offuscata, si staglia netta e precisa al di sopra di ogni cosa terrena. Una sorta di uomo onesto, a modo suo, in un mondo di ideologie, moralmente incerto che qualcosa vada salvata alla luce delle proprie esperienze, ma proprio per questo maestoso nelle sue paure quotidiane. La figura di un padre bambino che ci ricorda da vicino alcuni fra i personaggi più belli dei romanzi della letteratura russa. Un romanzo che va ben oltre l’esperienza biografica dell’autore stesso. Il libro è stato Premio della Critica Vico del Gargano nel 2008.

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