Bike sharing, un flop già annunciato in VI Municipio

di Mariangela Di Serio - 12 Novembre 2012

Il Capogruppo del Pdl Francesco Corsi denuncia il mancato utilizzo da parte dei cittadini del servizio del bike sharing nel VI Municipio. Si è dimostrato un vero e proprio flop il servizio offerto dalla Provincia di Roma ed inaugurato il settembre scorso.

Siamo ben lontani da quando il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, inaugurando il servizio di bike sharing con le 10 biciclette a pedalata assistita  commentava:  “Non sarà Parigi ma ci stiamo lavorando”. Purtroppo le cose non sono andate nel modo in cui credeva Zingaretti, almeno per quanto riguarda il VI Municipio.   A denunciare il mancato utilizzo del servizio è Francesco Corsi, Capogruppo del Pdl del VI Municipio che ha dichiarato: “Dopo poco più di due mesi dall’inaugurazione, è arrivata la risposta alla richiesta di accesso agli atti sul bike sharing nel VI Municipio, il fallimento ora è certificato. I dati sono i seguenti dal giorno dell’inaugurazione (7 settembre) ad oggi hanno sottoscritto il modulo di adesione 12 utenti, di questi 7 hanno utilizzato la bicicletta a pedalata assistita, di questi sette 3 sono dipendenti del Municipio che hanno prelevato le biciclette in orario di servizio per effettuare servizi esterni e 4 sono gli utenti che hanno usufruito dell’abbonamento giornaliero dal costo di 3 euro. Le entrate per il municipio conseguentemente ammontano a 12 euro. Solo 4 quindi sono stati gli utenti, di cui uno è un consigliere del PDL che ha voluto verificare il tipo di servizio offerto”.   “ Tanta gente all’inaugurazione –  continua Francesco Corsi –  e poco utilizzo delle biciclette a pedalata assistita, un altro spreco di soldi e di risorse. Le biciclette sono ormai sporche, le ruote sono sgonfie , il servizio è scadente. Il servizio offerto non ha niente a che fare con il bike sharing , ma piuttosto si avvicina a un servizio di rent a bike peraltro con scarse entrate per l’Amministrazione”.   Davvero un peccato per la mancanza di adesione dei cittadini all’iniziativa che voleva essere un’ alternativa insieme al trasporto su ferro e quello pubblico e un’opportunità per cambiare le abitudini delle persone abituate a vivere la Capitale in automobile.                                                                                                                              

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