

Nuove isole salvapedoni, semafori e segnaletica. Fine lavori prevista a gennaio 2026
A via Portuense si cambia ritmo. E questa volta non è un modo di dire: nel tratto all’altezza di viale Arturo Martini, dove traffico e velocità si intrecciano da anni in un mix pericoloso, sono ufficialmente partiti i lavori per mettere in sicurezza quello che i tecnici ormai definiscono senza esitazioni un black point pedonale.
L’obiettivo è uno: costringere le auto a rallentare e restituire spazio e sicurezza a chi attraversa. Per farlo, il progetto punta su interventi molto concreti.
La novità più evidente sarà la nuova isola salvapedoni davanti al semaforo, che taglierà in due l’attraversamento rendendolo più breve e protetto.
Una seconda isola spartitraffico verrà posizionata lungo la curva, così da “spezzare” la velocità dei veicoli.
In arrivo anche segnaletica di rallentamento, un nuovo semaforo, il rifacimento completo della segnaletica orizzontale e verticale e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Fine lavori prevista per gennaio 2026.
A spiegare la portata dell’intervento è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: «Continua il nostro impegno sulla sicurezza stradale, con i lavori realizzati da Roma Mobilità nel Municipio XI. Questo intervento rientra nel piano che interessa 30 punti critici distribuiti nei 15 municipi, per un investimento complessivo di 4,3 milioni di euro. Vogliamo ridefinire lo spazio urbano a favore dei pedoni e della mobilità dolce, riducendo quello oggi dominato dalle automobili».
E mentre via Portuense cambia volto, un altro incrocio finisce al centro dell’attenzione della Giunta: quello tra la Colombo e piazzale 25 marzo 1957, classificato come ad alto rischio.
Qui, negli ultimi dieci anni, si sono registrati quasi 15 incidenti l’anno, due dei quali mortali. Feriti in oltre il 60% dei casi.
Numeri che parlano da soli e che hanno spinto il Campidoglio ad approvare un nuovo progetto di messa in sicurezza.
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