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Blitz agli ex Mercati Generali di Ostiense: striscione di 15 metri contro il progetto Hines. “Danno erariale in corso”

Incursione degli attivisti nel cantiere di via Ostiense. Nel mirino l'accordo con il fondo immobiliare e il crollo della copertura del padiglione ittico

Un enorme lenzuolo bianco lungo quindici metri srotolato tra le impalcature del cantiere, con un’accusa cubitale che non lascia spazio a interpretazioni: «Danno erariale in corso».

Con questo blitz ad alta tensione, andato in scena nel pomeriggio di giovedì 18 giugno, gli attivisti del Comitato civico per la tutela degli ex Mercati Generali hanno riacceso bruscamente i riflettori su uno dei nodi urbanistici più tormentati, divisivi e contestati della Capitale.

Un gruppo di manifestanti è riuscito a penetrare all’interno degli storici padiglioni della via Ostiense — l’ex cuore industriale della città — eludendo la sorveglianza per esporre lo striscione. Una mobilitazione diretta contro la maxi-operazione di rigenerazione urbana da circa 380 milioni di euro affidata dall’amministrazione capitolina al gigante immobiliare statunitense Hines, accusato dai movimenti territoriali di guidare una “privatizzazione di massa” del patrimonio pubblico.

La miccia del crollo e il giallo del Padiglione Ittico

A esasperare gli animi e a spingere il comitato all’azione sul campo è stato un grave episodio strutturale avvenuto in primavera.

A causa delle copiose e violente piogge della scorsa stagione, una porzione della copertura dell’ex Mercato Ittico — da tutti considerato il gioiello architettonico più pregevole e vincolato dell’intero complesso — è crollata su se stessa.

Per gli attivisti si tratta della prova regina di una cronica incuria gestionale da parte delle istituzioni e del concessionario:

«Di chi è la colpa del disinteresse che ha causato il crollo? Chi pagherà adesso per restauri che si annunciano enormemente più gravosi? Il nostro timore è che si usi il pretesto del deterioramento per dichiarare l’immobile non più recuperabile, spianando la strada a un ulteriore aumento delle cubature e delle nuove edificazioni private».

Le critiche del territorio investono direttamente il disegno complessivo dell’opera. Il comitato denuncia come le volumetrie previste dal fondo Hines sottraggano spazio vitale al restauro filologico dei padiglioni storici del Novecento.

Inoltre, sotto la lente dei contestatori c’è la destinazione d’uso degli spazi: il progetto prevede infatti la nascita di un imponente studentato privato da oltre duemila posti letto (con rette stimate dai comitati studenteschi fino a mille euro al mese), bollato dalle sigle di zona e dai collettivi di Roma Tre come uno “studentato di lusso” speculativo, a fronte della richiesta di servizi pubblici e alloggi accessibili.

Dalla diffida all’esposto in Procura della Repubblica

La battaglia intorno agli 8 ettari di via Ostiense non si gioca però soltanto a colpi di blitz e striscioni. I rappresentanti dei cittadini hanno annunciato di aver depositato un formale ed articolato esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo ai magistrati di piazzale Clodio di fare piena luce sugli aspetti economici, amministrativi e procedurali della convenzione integrativa firmata tra il Comune e la società Centro Ostiense Srl (rilevata da Hines).

L’esposto segue una formale diffida già inviata nei mesi scorsi al Campidoglio. Tra i rilievi tecnici sollevati dal fronte del “No”, si evidenzia come il progetto definitivo non sia ancora stato ufficialmente presentato e come siano tuttora in corso delicate indagini sul sottosuolo del quadrante e sul comportamento delle falde acquifere (legate anche al riaffioramento del corso dell’antico fiume Almone).

La difesa del Campidoglio: “Restituiamo un’area chiusa da vent’anni”

Dal canto suo, la giunta guidata da Roberto Gualtieri tira dritto e difende la bontà dell’operazione. Per il Campidoglio, la convenzione con Hines rappresenta la chiave di volta per sbloccare un quadrante paralizzato da oltre vent’anni di rinvii e fallimenti delle precedenti ditte concessionarie.

Secondo i piani del Comune, il progetto — pur mantenendo la piena proprietà pubblica dell’area, che tornerà a Roma Capitale allo scadere dei 60 anni di concessione — regalerà al quartiere Ostiense-Garbatella oltre 4 ettari di piazze e aree verdi, una grande biblioteca comunale, sale eventi, coworking e centri polivalenti.

Una visione di sviluppo internazionale e universitario che però continua a scontrarsi frontalmente con le barricate di chi in quel cantiere vede solo l’ennesimo sbarco della speculazione edilizia. I motori dei cantieri sono accesi, ma la trincea di via Ostiense promette nuove e durissime battaglie.

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