

Azione dimostrativa nel pomeriggio davanti al quartier generale di Eni. Calata una maxiscritta dal ponte contro le fonti fossili e i conflitti
Il bacino artificiale nel cuore del moderno quadrante direzionale di Roma Sud si è trasformato improvvisamente in una gigantesca macchia cromatica ad altissimo impatto visivo.
Nel corso del pomeriggio di venerdì, le acque del laghetto dell’Eur hanno assunto una colorazione verde fluorescente, catturando lo stupore di centinaia di passanti, impiegati degli uffici e residenti della zona.
L’insolito scenario, concentratosi nello specchio d’acqua antistante la sede del colosso energetico Eni, è stato immediatamente rivendicato dagli attivisti del movimento ecologista internazionale Extinction Rebellion, autori di una spettacolare azione dimostrativa.
L’incursione urbana ha aperto ufficialmente una nuova sequenza di mobilitazioni e contestazioni pacifiche che il gruppo intende portare avanti nei principali centri urbani per porre al centro dell’agenda pubblica i temi della transizione ecologica.
Oltre alla mutazione cromatica dell’acqua, un gruppo di militanti ha occupato la passerella pedonale che scavalca il bacino idrico, srotolando un maxistriscione recante parole d’ordine che leggevano i temi del surriscaldamento globale alla luce delle attuali crisi geopolitiche mondiali e del conflitto in corso in Medio Oriente.
Secondo la tesi espressa dai portavoce del movimento, esiste un filo rosso inscindibile che unisce l’approvvigionamento dei combustibili fossili, lo sfruttamento delle risorse naturali, i cambiamenti climatici e i teatri di guerra internazionali.
L’azione romana terrà a battesimo la campagna transnazionale denominata “PrimaVera Democrazia”, un cartello di appuntamenti e blocchi stradali che nei prossimi giorni interesserà diverse capitali europee per denunciare i deficit democratici legati, a loro dire, alle scelte industriali dei Paesi industrializzati sul fronte degli idrocarburi.
Sul piano tecnico, l’organizzazione ha tenuto a precisare che la colorazione non comporta alcun rischio per l’ecosistema del laghetto o per la fauna ittica e aviaria locale.
Per ottenere l’effetto neon è stata infatti impiegata la fluoresceina, un composto chimico organico ampiamente utilizzato dagli speleologi, dagli ingegneri idraulici e dalle stesse autorità pubbliche come tracciante innocuo per studiare il percorso dei flussi idrici sotterranei o per individuare perdite nelle reti fognarie.
La sostanza è per sua natura fotosensibile ed è destinata a svanire nel giro di poche ore senza lasciare residui tossici nell’acqua.
La manifestazione si è sviluppata in concomitanza con la giornata di sciopero generale proclamata da diverse sigle sindacali autonomi.
Una scelta temporale non casuale, ricercata dagli organizzatori per favorire la convergenza tra le rivendicazioni occupazionali del mondo del lavoro e le istanze ecologiste e pacifiste.
La mobilitazione dell’Eur rappresenta il primo tassello di un percorso di lotta che vedrà i movimenti climatici europei confluire nelle prossime settimane a Bruxelles, con un grande presidio programmato dinanzi alle sedi istituzionali dell’Unione Europea per chiedere una radicale riscrittura dei trattati energetici comunitari.
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