Caditoie e allagamenti a ripetizione, fuori i colpevoli 

Alessandro Moriconi - 22 ottobre 2018

Il nuovo nubifragio o bomba d’acqua come ormai è consuetudine chiamarla (questa volta mista a grandine) che alle 20 di domenica 21 ottobre 2018 sera si è abbattuta sul Municipio V ha messo nuovamente in crisi la viabilità e il sistema fognario.

Alle decine e decine di millimetri d’acqua si è aggiunto un vento fortissimo e una grandinata senza precedenti che oltre ad imbiancare le strade con oltre 10 cm di ghiaccio, ha schiantato decine di alberature orfane di quelle potature e messa in sicurezza più volte promesse (e non eseguite) dalla Giunta Raggi attraverso l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari.

Non parliamo poi delle caditoie intasate di aghi di pino, foglie, o addirittura pietrisco stradale che, non ricevendo neppure una parte dell’enorme quantità di acqua, hanno contribuito a mandare nuovamente sott’acqua viale Palmiro Togliatti angolo via Prenestina, viale G. Morandi, Tor Sapienza, Tor Tre Teste e gli altri quartieri del Municipio.

Diciamo anche che le responsabilità della Sindaca sono enormi, non foss’altro che proprio lei, come consigliere di opposizione, non lesinava all’ex Sindaco Ignazio Marino frasi di scherno, come quelle con cui invitava i romani a premunirsi e a gonfiare i canotti in caso di pioggia, proprio a causa delle caditoie ostruite (che sono rimaste ancora ostruite nell’era Raggi).
Un compito che, tranne qualche sporadico intervento, è ben lungi da essere assolto in maniera razionale.

Poi ci sono gli allagamenti dei sottopassi di via G. Sansoni e via Turano dove c’è più di un  dubbio sull’efficienza delle pompe idrauliche di sollevamento installate durante la realizzazione della TAV…
e infine c’è la mancata sistemazione delle caditoie davanti la vecchia sede Municipale di via Prenestina (angolo viale Togliatti) dove per farlo il V Municipio potrebbe utilizzare, “visto che ci sono per farlo tutti i presupposti di legge“ il ricorso a Somma Urgenza. Una modalità che, laddove ci siano motivazioni valide certificate (come urgenza, di pericolo o di ulteriori danni) consentirebbe di far eseguire i lavori in maniera rapida.

Un metodo che però è stato letteralmente criminalizzato dagli esponenti del Movimento 5 Stelle ad iniziare dall’attuale presidente del Municipio Boccuzzi e questo, insieme alla mancata manutenzione e pulizia delle caditoie, sono le concause del perché ad ogni acquazzone si rischia ormai di morire annegati.
Del resto i gommoni da gonfiare è proprio adesso che sembrano servire.

La prima e l’ultima foto sono riprese da Fb, le altre sono di Valentina e Martina D’Alessandro


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  1. Grazie mille Elena! Un bacione

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