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Capannelle compie 100 anni: oltre 5mila persone all’ippodromo per la festa del Centenario

Un pomeriggio di corse, musica e famiglie che segna il riscatto di un luogo simbolo della Capitale

Il galoppo degli zoccoli sul turf, l’entusiasmo dei bambini tra i prati dell’Appio e il profilo inconfondibile delle tribune d’epoca che tornano a riempirsi.

C’era il profumo dei giorni migliori all’Ippodromo delle Capannelle, dove oltre cinquemila cittadini si sono dati appuntamento per spegnere le cento candeline di uno dei luoghi più iconici della memoria sportiva e sociale romana.

Una domenica speciale che ha restituito alla città la struttura inaugurata nel 1926 e firmata dall’architetto Paolo Vietti Violi, trasformando un traguardo storico nell’emblema di una rinascita attesa per anni.

Dalla minaccia di chiusura al miracolo dei 144 giorni

La festa di domenica 20 settembre cancella mesi di incertezza e paure. L’impianto, piombato in una grave crisi gestionale e gravato da un buco economico nei confronti dell’amministrazione capitolina superiore ai 20 milioni di euro, aveva visto adombrarsi lo spetto dello stop definitivo.

A sbloccare lo stallo è stato il piano d’emergenza concordato tra il Campidoglio e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).

Una corsa contro il tempo durata appena 144 giorni, che ha visto i tecnici riqualificare oltre 134 ettari di terreno, riasfaltare le vie d’accesso, mettere in sicurezza gli spazi comuni e ripristinare le piste da gara fino al ritorno delle competizioni lo scorso 4 settembre.

Cruciale per il successo dell’operazione è stata la regia di Zètema Progetto Cultura, la società partecipata a cui il Comune ha affidato la gestione del plesso.

Un intervento che non solo ha salvato il complesso architettonico e sportivo, ma ha tutelato il patrimonio umano dell’impianto con l’assunzione a tempo determinato di 85 lavoratori storici della struttura.

Spettacolo in pista e lo sguardo al futuro dell’ippica

Il programma del Centenario ha regalato grande spettacolo sportivo con otto gare di alto livello, su cui sono spiccare le sfide del Premio Centenario e del Premio Campidoglio.

Ma Capannelle si è mostrata alla città soprattutto come parco urbano e spazio per famiglie, alternando visite guidate storiche, il villaggio dei pony per i più piccoli, percorsi gastronomici e un DJ set che ha accompagnato il tramonto.

«Capannelle da simbolo di abbandono diventa punto di partenza, di legalità e di speranza», ha sottolineato l’assessore capitolino ai Grandi Eventi e allo Sport Alessandro Onorato.

Una visione condivisa dal Sottosegretario al Masaf, Patrizio Giacomo La Pietra, che ha ribadito la centralità dell’impianto romano — inserito tra gli “ippodromi istituzionali” nazionali — per il definitivo rilancio di tutto il settore ippico italiano.

Capannelle è tornata a correre e, superato l’ostacolo più duro, guarda avanti con la certezza di essere di nuovo un patrimonio vivo della città.

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