

L'attore napoletano interpreta le difficoltà di un uomo perseguitato dalla Finanza. Al Teatro Eliseo, fino al 5 gennaio
Dopo sette anni di assenza, Carlo Buccirosso torna all’Eliseo di Roma con una commedia che ha lontani echi eduardiani. Buccirosso dipinge infatti un affresco impietoso, ma pieno di sarcasmo e ironia, della società in cui viviamo. E lo fa attraverso il personaggio di Mario Buonocore, impiegato delle ferrovie in crisi depressiva, timorato delle leggi degli uomini e di Dio, ma seriamente indignato e arrabbiato contro le storture di chi ci governa e della società che ha inquinato anche la più sacra (per lui) delle istituzioni: la famiglia.
“Il protagonista è lo stesso, Mario Buonocore, – racconta Carlo Buccirosso – che, nonostante il titolo, non ha niente a che fare con il film di Frank Capra “La vita è meravigliosa”, dove il protagonista James Stewart incontra un angelo custode. Qui invece il mio Mario ha la Guardia di Finanza che piomba nella sua vita mettendo tutto a soqquadro. È la storia di un poveretto con tante difficoltà.
È uno spettacolo complesso dove il protagonista cerca rifugio fra le mura domestiche e il suo nucleo familiare per ricostruire la propria dignità”. Sul palco con Buccirosso ci sono inoltre Peppe Miale, Mario Porfito, Irene Grasso, Antonella Morea, Maria Del Monte, Serenella Tarssitano, Giordano Bassetti, Sergio D’Auria e Davide Marotta.
La storia scorre inesorabile sul palco, come la crisi economica del Paese, che, come un ciclone, si allontana poi funerea e spietata, mentre Mario Buonocore sta con la sua famigliola stretta a sè, sorridente e fiduciosa nel “bunker”, che è poi la sua casa.
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