

Il cantiere, avviato nei primi giorni di agosto su una superficie di 10 ettari, fa parte del piano di AMA per la costruzione di un impianto in grado di trattare 100 mila tonnellate di rifiuti organici all’anno
In data Giovedì 28 agosto, in zona Casal Selce, si è animata con un presidio simbolico davanti al cantiere del nuovo biodigestore. Un gesto chiaro, quasi teatrale, con ombrelloni aperti, e cori scanditi a ritmo di protesta, per dire un netto “no” all’impianto di smaltimento dei rifiuti che sorgerà a pochi metri dalle abitazioni, dalle scuole e dalle RSA del quartiere.
Il cantiere, avviato nei primi giorni di agosto su una superficie di 10 ettari, fa parte del piano di AMA per la costruzione di un impianto in grado di trattare 100 mila tonnellate di rifiuti organici all’anno, trasformandoli in biogas e fertilizzanti naturali.
Secondo il direttore generale di AMA, Alessandro Filippi, il nuovo biodigestore, insieme a quello di Cesano, consentirà di ridurre i viaggi verso impianti del Nord Italia e produrre 36 mila tonnellate di compost e 20 milioni di metri cubi di metano.
Ma la popolazione locale non ci sta. Partiti dal presidio dei Condannati, i cittadini hanno raggiunto il sito del biodigestore, lanciando cori di “Vergogna” contro l’amministrazione comunale e il sindaco, rappresentato con un cartonato e una chitarra.
Elisabetta Musso, presidente del Comitato Casal Selce, e Domenica Razza, del Comitato Difendiamo Casal Selce, hanno ribadito la contrarietà al progetto: “Costruire un mega impianto di trattamento rifiuti a meno di 100 metri dalle prime case, vicino a scuole e RSA, mette a rischio salute e sicurezza. Questa zona ha già sopportato per 40 anni la vicina discarica di Malagrotta, non vogliamo altri impianti nel nostro quartiere”.
A sostegno della protesta anche il consigliere municipale Marco Giovagnorio (FdI), che ha denunciato l’assenza del cartello di cantiere obbligatorio, un “grave deficit di trasparenza” da parte di AMA, e chiesto chiarimenti immediati alle autorità competenti.
La battaglia dei cittadini di Casal Selce e Castel di Guido è dunque ripartita: una protesta pacifica ma decisa, con l’obiettivo di fermare i lavori e tutelare la salute e il futuro del territorio.
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