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Casale Rosso: il sesso a pagamento e il parco di viale Franco Angeli

Sacchi di fazzoletti e preservativi raccolti dai residenti durante i lavori di pulizia del parco

Sabato 14 ottobre con un gruppo di amici ci siamo dati appuntamento di buon mattino e armati di guanti, ramazza, rastrello, paletta e sacchi siamo andati a pulire il parco di viale Franco Angeli a Casale Rosso. Un’area verde con vialetti e panchine mai presa in carico dal Comune e, quindi, mai curata. Oggi ha assunto un aspetto pulito e ordinato perché ci siamo autotassati e con questi soldi paghiamo noi i giardinieri e ci curiamo in prima persona dei luoghi.

Durante la pulizia del parco, tra le bottiglie, lattine e residui vari, abbiamo raccolto diversi sacchi pieni di preservativi e fazzoletti sporchi: i resti dell’attività di prostituzione alla quale spesso siamo obbligati ad assistere dalle nostre finestre a tutte le ore del giorno. La foto rende solo in parte l’idea di cosa abbiamo dovuto raccogliere.

Il Municipio Roma V oltre ad essere un bel territorio ricco di storia e parchi, infatti, è anche famoso per la prostituzione di strada. In particolare tutto il quadrante che va da viale Palmiro Togliatti (il tratto tra la via Casilina e la via Collatina) fino al Grande Raccordo Anulare è il luogo delle prostitute all’aperto, raggiunto da clienti di tutta Roma e dal Lazio ed ha la peculiarità di essere anche il luogo delle prostitute trans.

Chi percorre queste strade in macchina – magari annoiato dal traffico o assorto nei suoi pensieri – non bada più alle prostitute sul marciapiede in fila una dietro l’altra, ma chi abita in questi luoghi vive un’altra storia.

L’area verde dopo la pulizia

La prostituzione di strada predilige i quadranti cittadini con grandi arterie di comunicazione con viali e aree buie è questo il modo migliore per spingere il “business” aumentando i numeri ed abbassando i prezzi. I nostri quartiere si prestano bene a tale scopo: ricchi di parchi, di prati ed aree verdi che alla sera diventano bui e completamente abbandonati. Il fenomeno si svolge nell’arco delle 24 ore ininterrottamente e su Viale Palmiro Togliatti, quando passate in auto, se volgete lo sguardo nello spartitraffico centrale, potete osservare come le ragazze che adescano sui marciapiedi poi si spostino con il cliente dietro un alberello o un cespuglio. Alcune un po’ più riservate mettono dei teli che svolazzano tra le fronde altre invece si prostituiscono così, sotto il cielo.

Vediamo gli atti sessuali in diretta dalle nostre finestre e passando per strada. La nostra via, i nostri marciapiedi, il nostro parco dove i ragazzi giocano a pallone o vanno in bicicletta è l’alcova delle prostitute trans di piazzale Pino Pascali. Queste inoltre sono spesso in stato di ebbrezza e hanno atteggiamenti fortemente dissociati. Tutti noi che abitiamo in questi luoghi sappiamo che, per adescare, le prostitute trans si masturbano al passaggio delle vetture.

Quella pubblicata è una “fotografia minima” (per un certo pudore personale non me la sento di pubblicarne altre) ma vi garantisco che quanto abbiamo raccolto fa comprendere come ci si trovi difronte ad un fenomeno sociale di vasta portata per cui a Roma, nonostante non si voglia raccontare, “si fa sesso fugace a pagamento in tutte le ore del giorno” e di questo si deve prendere atto. Purtroppo ogni volta che i cittadini sollevano il tema vengono tacciati di essere “aggressivi” ed invece se guardassimo bene sono solo portatori di diritti non rispettati – quelli di poter scegliere di vivere in un luogo dignitoso!

Tor Sapienza pazientemente aspetta.

Bruno Cecchini

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