Casalotti, il quartiere sospeso tra sogni di metro, promesse di BRT e la funivia ormai cancellata

Sulla carta le soluzioni sono tante, ma nella realtà i residenti aspettano ancora qualcosa di concreto

A Casalotti i progetti si rincorrono da anni, ma i cittadini continuano a restare intrappolati nel traffico. Metro, BRT, funivia: sulla carta le soluzioni sono tante, ma nella realtà i residenti aspettano ancora qualcosa di concreto.

Il sogno più grande è sempre stato la metropolitana. E negli ultimi giorni, il consiglio del municipio XIII ha approvato un emendamento che torna a chiedere il prolungamento della linea fino a Casalotti e Casal Selce. A spingere è stata la consigliera Urru di Aurelio in Comune, che sottolinea:

“I dati che portarono alla cancellazione del progetto sono vecchi di 15 anni. La città è cambiata, il quartiere è cresciuto. Servono nuove analisi: non si può continuare a guardare Casalotti con gli occhi del passato”.

Ma per ora restano solo carte e parole: persino il prolungamento fino a Torrevecchia, già approvato, non partirà a breve.

Più concreta sembra la proposta del Bus Rapid Transit (BRT), il corridoio veloce su gomma che collegherà Casalotti alla metro Battistini. Otto le fermate previste: da Collina delle Muse a Bastogi, fino a Torrevecchia e Bembo.

L’idea ha già raccolto più di mille firme grazie alla petizione lanciata dalla consigliera Claudia Finelli (Azione). E il Campidoglio, a settembre, ha chiesto al Ministero dei Trasporti i fondi per la progettazione definitiva.

“Continuare a promettere la metro significa illudere i cittadiniavverte Finelli –. Il BRT è l’unica opera realizzabile e va finanziata subito. Non c’è più tempo”.

Intanto, la funivia della Raggi, quella che avrebbe collegato Casalotti a Battistini sospesa sopra i tetti del quartiere, è finita nel dimenticatoio. Bocciata dall’assessore Patanè come “inutile e costosa”, il progetto è stato cancellato dall’amministrazione Gualtieri.

E così Casalotti resta ancora ferma, prigioniera di strade congestionate e autobus insufficienti. Una periferia che cresce, ma che continua a sentirsi lontana dal cuore di Roma, quasi una “Narnia” dimenticata tra promesse, sogni e progetti che non vedono mai la luce.

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