Case popolari alle donne vittime di violenza: la Regione Lazio approva la nuova disciplina

Il provvedimento nasce da un lavoro di sinergia portato avanti nei mesi scorsi dagli assessorati alle Politiche abitative e alle Pari opportunità

Un passo concreto per restituire autonomia, sicurezza e dignità alle donne vittime di violenza e ai loro figli. La Regione Lazio ha approvato la nuova disciplina che consente l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale alle donne che si trovano in condizioni di particolare disagio economico, riconoscendo la casa come strumento fondamentale per uscire dalla spirale della violenza.

Il provvedimento nasce da un lavoro di sinergia portato avanti nei mesi scorsi dagli assessorati alle Politiche abitative e alle Pari opportunità. A darne notizia è l’assessore Pasquale Ciacciarelli, che sottolinea come la misura miri a garantire alle donne le condizioni necessarie per ricostruire la propria indipendenza: «Grazie a questo intervento – spiega – le donne vittime di violenza potranno usufruire di un alloggio di edilizia residenziale per cinque anni, prorogabili, raggiungendo una reale autonomia abitativa».

immagine di repertorio

Un modello di edilizia che va oltre il semplice diritto alla casa, valorizzando la sua dimensione sociale e la funzione di tutela delle fasce più fragili.

«L’approvazione della delibera – aggiunge Ciacciarelli – conferma la volontà del governo regionale di investire su un nuovo approccio all’edilizia pubblica, capace di accompagnare le persone verso l’indipendenza». L’assessore ringrazia il presidente Francesco Rocca, l’assessora Simona Baldassarre, l’intera Giunta e il consigliere Cartaginese, promotore dell’iniziativa.

Soddisfazione anche da parte dell’assessora Simona Baldassarre, che parla di «una giornata importante» per la Regione. «Con questa delibera – sottolinea – offriamo un aiuto concreto alle donne che chiedono sostegno alle istituzioni per uscire da contesti di violenza, spesso legati a situazioni di forte fragilità sociale ed economica». Un intervento che non ha un’impostazione assistenzialistica, ma punta a riscatto e autodeterminazione, grazie al ruolo centrale dei Comuni e dei Servizi sociali, primo punto di contatto tra cittadine e istituzioni.

Particolare attenzione è rivolta anche ai minori, spesso vittime indirette della violenza: «Questa iniziativa – conclude Baldassarreè pensata anche per loro. La Regione è al fianco dei territori affinché la violenza contro le donne possa essere contrastata con strumenti concreti e condivisi».

La delibera stabilisce che l’assegnazione degli alloggi in quota di riserva per emergenza abitativa possa avvenire su domanda delle interessate, per donne vittime di violenza (e figli) con reddito fino a 27.189 euro, o nei casi in cui la condizione di fragilità sia certificata dai Servizi sociali. Criteri e procedure sono consultabili sul sito ufficiale della Regione Lazio.

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