Categorie: Ambiente
Municipi: | Quartiere: ,

Case Rosse e Settecamini, continua la lotta per la salute

Corteo-fiaccolata fino allo stabilimento BASF, venerdi 30 maggio 2014

I Comitati di Case Rosse – Settecamini e l’Associazione Raggio Verde hanno programmato per oggi venerdi 30 maggio 2014 alle ore 19 un corteo-fiaccolata, con partenza dal piazzale dell’asilo nido (in Via Iozzia) e fino allo stabilimento BASF. La manifestazione segue le assemblee pubbliche dei mesi scorsi e quella al Palazzo della Provincia e in Piazza Santi Apostoli.

Continua così la lotta intrapresa da anni dai comitati che rappresentano i più di 30.000 romani che vivono e lavorano intorno all’inceneritore nella zona di Settecamini e Case Rosse e che intendono tutelare il sacro diritto alla saute propria e dei propri congiunti.

La Basf, è importante continuare a tener presente e come è ampiamente documentato, costituisce sì un immanente pericolo alla salute di chi abita o lavora nei suoi pressi ma è da evidenziare che la sua pericolosità non può ragionevolmente limitarsi alla zona di Settecamini e Case Rosse che maggiormente avverte l’impatto, ma deve estendersi ad un’area ancora più vasta e dove le ripercussioni sono difficilmente collegabili alla fonte delle esalazioni e che, infine, la “fabbrica dei veleni” accertata “insalubre di prima classe”, si trova a meno di 10 km dal Campidoglio e che la società Basf (ex Engelhard) continua a bruciare quotidianamente dal 1956, tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi che leggi più permissive ed istituzioni locali meno attente attraggono da stabilimenti chimici di tutto il mondo verso la capitale d’Italia.

La Basf è del tutto indifferente alle sofferenze che può provocare ricavando metalli preziosi da questa attività; ma ora questa lucrosa attività deve essere delocalizzata perché da tempo collide e pesantemente con l’integrità fisica delle persone e dell’ambiente perché oltre allo stoccaggio di sostanze nocive e pericolose e alle emissioni tossiche nell’aria, continua da tempo a versare nel fiume Aniene, contribuendo al suo inquinamento, versandovi le acque reflue dei processi chimici.

In questo contesto, l’allora presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si assunse il 30 dicembre 2011 la responsabilità di concedere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) alla BASF Italia S.r.L, consentendole di continuare a bruciare sostanze tossiche e nocive nel suo impianto, a ridosso di centinaia di abitazioni e di un asilo nido. Con precise motivazioni, i Comitati dei Cittadini di Settecamini e Case Rosse denunciarono tale Autorizzazione come illegittima. E mentre il Sindaco Marino, responsabile per legge della salute dei cittadini, appena insediatosi cercava finalmente di vederci chiaro sul caso dell’inceneritore Basf a via di Salone, la Provincia, nel dicembre scorso, autorizzava l’aumento da 240 a 850 tonnellate/anno (+254%) dei rifiuti pericolosi da bruciare nell’inceneritore ed il trattamento di nuove tipologie di rifiuti (catalizzatori esausti liquidi) che prima non potevano essere portati e trattati a Roma, elevando così i rifiuti totali da smaltire nell’inceneritore da 1100 a 1600 tonnellate/anno (+45%).

Il Comitato dei Cittadini di Case Rosse, supportato dai legali dell’Associazione ambientalista Raggio Verde e grazie al patrocinio gratuito concesso dallo Stato, ha fatto ricorso al TAR contro questa autorizzazione ritenuta scandalosa. Il TAR, che in questi casi arriva a un pronunciamento non prima di 2-3 anni, vista la delicatezza del caso, ha accolto la richiesta di accelerare i tempi e arrivare ad un verdetto finale entro i primi di luglio.

In questi ultimi giorni, dopo il blitz di 150 vigili allo stabilimento Basf, si stanno susseguendo eventi molto gravi che hanno visto l’intervento della magistratura che ha posto sotto sequestro il laghetto di pesca sportiva antistante la BASF dopo che controlli condotti dall’ARPA nei mesi scorsi avevano rivelato una concentrazione superiore ai limiti consentiti di sostanze molto inquinanti e cancerogene quali tricloroetano, tribrometano, dibromoclorometano, bromoclorometano ed il pericolosissimo nichel. A proposito del nichel, ricordiamo che la stessa Provincia di Roma ha autorizzato di recente Basf a trattare in via di Salone anche i catalizzatori al Nichel-Platino, senza che alcuna autorità sanitaria sia intervenuta per opporsi.

Tornando ai fatti recentissimi, sotto il profilo giudiziario, due dirigenti della BASF risultano indagati per avere «…gestito ingenti quantitativi di rifiuti mediante illecita attribuzione di codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) in uscita dall’impianto al fine di consentirne lo smaltimento in assenza di autorizzazione specifica», nonché per aver «contaminato terreni e falde acquifere circostanti e sottostanti l’area interessata dallo stabilimento» ed aver «aperto un nuovo scarico discontinuo di acque reflue industriali senza autorizzazione (…omissis…)». Se queste notizie fossero confermate dovremmo davvero preoccuparci per la gravità dei fatti, indipendentemente dalle dirette responsabilità degli interessati, che sarà la magistratura ad accertare.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento